Da Cagliari ad Alghero passando per Sulcis, Oristanese e Gallura: investimenti miliardari a un passo dal via libera

Off shore, energia per 8 milioni di persone 

L’assalto delle multinazionali alle coste sarde: piani operativi per 473 torri eoliche 

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I numeri da soli spiegano tutto: la voracità degli investimenti, il loro sovradimensionamento e quanto il mare della Sardegna faccia gola. Con l’off shore, l’eolico a mare, i progetti presentati da Cagliari ad Alghero, passando per Sulcis, Oristanese e Gallura, sommano 8,5 gigawatt di potenza installabile. Energia per otto milioni e 400mila utenze. Cinque volte e mezzo i residenti nell’Isola.

Il quadro

Per avere un termine di paragone, è sufficiente ricordare i decreti Draghi e Pichetto Fratin, con cui Roma hanno ripartito tra le regioni italiane gli obiettivi verdi ed europei del 2030: alla Sardegna sono stati assegnati 6,2 gigawatt, una quota sforata di un terzo sommando unicamente le richieste di offshore. Vanno poi considerate le istanze su eolico a terra, fotovoltaico, agrivoltaico e batterie, altra potenza installabile in un’Isola dove non esistono coperture normative contro l’assalto. Il Campo largo, a luglio 2024, approvò la moratoria, con diciotto mesi di stop ai nuovi impianti, ben sapendo che la Consulta l’avrebbe bocciata, come poi è successo. I giudici costituzionali hanno fatto lo stesso con la legge 20 sulle aree idonee (di novembre 2024). Arenato, in Consiglio regionale, l’esame della Pratobello, iniziato con due anni di ritardo malgrado le 210mila firme depositate a ottobre 2024. Adesso lo spettro delle 473 torri flottanti, su cui la premier Giorgia Meloni, a gennaio, aveva detto: «L’off shore è una tecnologia non matura e troppo costosa».

Le richieste

Gli 8,5 gigawatt di potenza installabile si ricostruiscono attraverso i dieci più importanti progetti, la cui documentazione è online sul sito del Mase, il ministro dell’Ambiente. Per sette parchi, gli uffici hanno già concluso l’iter. Vuol dire che manca solo il Paur, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale. Di pochi giorni fa, il via libera del Mic, il dicastero della Cultura che nel Sulcis, lungo la rotta dei tonni, ha dato parere favorevole alle 42 torri delIa Ichnusa wind power srl, sede a Milano, in Corso Venezia 5. Investimento da 1,4 miliardi per 504 megawatt. L’impianto off shore può garantire energia a 600mila utenze. Sempre nella provincia di Carbonia-Iglesias, ci sono Nora 1 e Nora 2. Il primo vale 795 megawatt, 53 torri e 2,3 miliardi di costo: è pensato per soddisfare il fabbisogno energetico di 700mila persone. Il secondo, con 40 turbine, ha 600 megawatt di potenza, un piano di investimento da 1,8 miliardi e può garantire elettricità a mezzo milione di persone. Entrambi i progetti off shore sono stati presentati dalla Nora Ventu, altra srl milanese di Corso Italia 3.

La terna

Ancora nel Sulcis, al largo di Capo Spartivento, ecco il parco “Sardinia South 2”: 750 megawatt, 30 pale, 2,6 miliardi di spesa e un bacino da 600mila utenze. Il progetto è della Avenhexicon srl, associazione temporanea d’impresa che per l’offshore nell’Isola ha aperto anche altre due istanze. Una, ad Alghero, la Sardinia north west, da 1.350 megawatt, 54 turbine, 4,4 miliardi di stima economica e 1,5 milioni di potenziali clienti. L’altro parco galleggiante è nel mare di Olbia, ancora più grande: 2mila megawatt di potenza, 80 pale, 7,7 miliardi di investimento e un fabbisogno energetico garantito a due milioni di persone.

Gli altri parchi

Sempre di fronte alle coste di Olbia, ipoteca il vento la Poseidon wind energy, ancora una srl con sede a Milano, ugualmente in Corso Venezia 5: sono 1.008 megawatt per 72 turbine e 3,8 miliardi di spesa. Così sarebbe servito un milione di utenti. Stesso indirizzo per la sede legale della Nurax Wind power, srl che sempre al largo del capoluogo gallurese vuole realizzare un parco off shore da 462 megawatt: sono 33 torri per 1,5 miliardi di costo e 550mila utenti potenziali. Ancora: Acciona, il colosso spagnolo che spazia dalle infrastrutture all’energia, ha presentato Mistral attraverso l’omonima srl, sede a Roma: è un impianto flottante da 480 megawatt per 32 turbine e 1,5 miliardi di investimento, con energia per 500mila clienti. Infine: si chiama “Sardegna 1” il progetto off shore della Renexia spa, sede legale a Chieti: tra Teulada e Cagliari sarebbero 555 megawatt per 37 turbine, 1,9 miliardi di costo e altri 450mila clienti a cui assicurare energia.

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