Odissea tra gli ospedali di Nuoro, Ghilarza e Oristano, per una bambina di circa un anno, per la quale è stato necessario il ricovero. La settimana scorsa, dopo due giorni di febbre alta e vomiti, convulsioni ed altri sintomi allarmanti, la mamma ha deciso di portarla in ospedale. Subito è stata chiamata l'ambulanza del 118. La bambina è stata portata immediatamente al pronto soccorso dell'ospedale San Francesco di Nuoro dove, dopo aver atteso per qualche tempo, è stata ricoverata nel reparto di pediatria.
«I sanitari hanno subito misurato la febbre, che nel frattempo era scesa a 37,5 gradi - racconta la mamma (di cui non pubblichiamo il nome per tutelare la bimba) - subito dopo le dimissioni. Ci hanno quindi detto di stare nella sala giochi, in attesa che qualcuno ci venisse a prendere. Intanto la bambina ha dato nuovamente segni di insofferenza, col respiro che diventa affannoso. Ho misurato la febbre e la temperatura era nuovamente salita a 38,5 gradi. Sono tornata nel reparto, ho chiesto della tachipirina, ma mi hanno detto che ormai la bimba era stata dimessa. Ho detto anche che la bambina aveva il respiro affaticato. Mi è stata data una risposta non piacevole. Assurdo. Siamo tornati a casa, ma la situazione è peggiorata».
La diagnosi
Ha cercato di farla mangiare, ma senza successo. Poi i vomiti, che la stavano soffocando. Da lì il viaggio in auto verso l'ospedale di Oristano. All'altezza di Ghilarza la situazione è peggiorata. A quel punto la decisione di fermarsi al pronto soccorso dell'ospedale di Ghilarza. La febbre intanto era salita a 40.6. Poi il viaggio in ambulanza verso il San Martino di Oristano. Dal pronto soccorso trasferita in pediatria. Subito lo stick dell'acetone, che è diventato subito positivo. La bambina era quasi disidratata. E infine la diagnosi: infiammazione alle vie urinarie, che stava arrivando ai reni. Subito la cura antibiotica, che è durata fino all'altro ieri. Su quanto accaduto al San Francesco di Nuoro è stata informata la direzione sanitaria della Asl (che ieri non ha voluto commentare la vicenda).
«La mia bambina ora sta meglio - dice la mamma - e ringrazio tutto il reparto di pediatria del San Martino di Oristano, per aver fatto il loro dovere con professionalità e umanità e aver curato la mia bimba». Resta la brutta avventura che la mamma ha dovuto suo malgrado subire, con la sua bambina. Una situazione da incubo, che ha voluto denunciare pubblicamente.
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