L’inchiesta

Odio razziale e neonazismo, 17enne nei guai 

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C’è anche un minorenne, un 17enne quartese, tra i quattordici indagati dalla Procura di Milano nell’inchiesta della Polizia di Stato per discriminazione razziale e religiosa aggravata dall’apologia della Shoah, che ha portato all’arresto di un giovane di Pavia e a una serie di perquisizioni in diverse altre Regioni italiane. Il minorenne residente a Quartu è accusato di propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico: gli agenti della Digos di Cagliari si sono presentati nella sua abitazione, sequestrando i suoi due telefoni cellulari. Verranno poi analizzati alla ricerca di eventuali prove.

Secondo le accuse della Digos di Milano, il diciassettenne quartese farebbe parte – con ruolo secondario – della rete creata dal giovane finito in carcere che, attraverso un canale di messaggistica telefonica, portava avanti idee di estrema destra suprematista e neonazista nel gruppo, accessibile da chiunque, denominato “Chat Terza Posizione”, con un richiamo chiaro al movimento neofascista nato a Roma alla fine del 1970.

Le indagini avrebbero permesso di ricostruire un’intensa attività di propaganda di matrice neofascista, neonazista e antisemita, con l’esaltazione di autori di gravi attentati di matrice suprematista (come Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch, in Nuova Zelanda, nel marzo 2019), l’apologia della Shoah e contenuti riconducibili alla “white jihad”, inneggiante l’estrema destra radicale neonazista e il terrorismo di matrice jihadista, basati sul marcato antisemitismo. Il 19enne puntava a creare “squadroni d’azione rivoluzionaria” per compiere azioni violente in linea con le finalità del gruppo.

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