Il caso.

Nurra, se gli invasi non bastano 

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Scende la pioggia ma le criticità restano. La stagione è salva. Le precipitazioni di queste settimane hanno fatto salire i livelli degli invasi del Nord Ovest – Temo, Cuga e Bidighinzu – con una disponibilità complessiva di quasi 55 milioni di metri cubi d’acqua, ma l’inadeguatezza dei bacini e la gestione inefficiente delle risorse idriche impedisce di capitalizzare le piogge. «Per stare tranquilli basterebbero 60 milioni di metri cubi», osserva Gavino Zirattu, presidente del Consorzio di bonifica della Nurra e dell’Anbi Sardegna. «La situazione sta evolvendo al meglio anche se non siamo ai livelli massimi delle dighe», spiega «ma possiamo ben sperare affinché si possa ritornare alla normalità e programmare una campagna irrigua senza allarme».

Per pianificare la prossima stagione bisognerà attendere la preassegnazione delle quote idriche da parte della Regione. Entro fine febbraio il Comitato istituzionale si riunirà per compiere un’analisi complessiva di tutte le zone idrografiche dell’Isola, così da determinare una preassegnazione e, dopo aver stabilito la quota dell’idropotabile, si penserà all’irriguo. «Solo allora si potrà immaginare come operare e, - aggiunge Zirattu - ammettendo un vincolo di 30 milioni di metri cubi d’acqua riservato all’uso civile, per l’irriguo sarà sufficiente la quota restante, specie se a questa verranno aggiunti i reflui di Sassari e Alghero, con la speranza di vedere completati i lavori dell’impianto del Coghinas entro il mese di marzo, come annunciato». Se il totale del volume invasato fa dormire sonni tranquilli ad agricoltori e allevatori, restano ancora i nodi da sciogliere sulle infrastrutture idriche inefficienti.

«Sono necessari tre tipi di interventi – spiega il presidente del Consorzio della Nurra – il primo è il completamento delle interconnessioni idriche dove è possibile, in secondo luogo è fondamentale un piano di manutenzioni straordinarie per mettere in sicurezza le reti idriche e ridurre al massimo le perdite, infine è indispensabile la realizzazione di nuove infrastrutture: come a Maccheronis dove è necessaria una diga a monte, perché quella esistente presenta criticità, serve una infrastruttura efficiente nelle regioni della Nurra e della Gallura. Interventi che chiediamo da tempo».

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