C’è l’accordo tra il Comune di Iglesias e l’Ersu di Cagliari, l’ente per il diritto allo studio, per candidare l’intervento sulla struttura storica dell’ex Collegio gesuita ai finanziamenti del Just transition fund. L’edificio, bene di rilevante interesse culturale e sottoposto a tutela, dovrà essere interessato da interventi di recupero, restauro, risanamento conservativo, consolidamento statico e rifunzionalizzazione. La destinazione prevista dal Comune è quella di studentato, prioritariamente rivolto agli studenti del neonato corso di laurea in Ingegneria delle materie prime, recupero ambientale e rigenerazione del territorio.
La strategia
«Si tratta di un accordo stipulato con l’Ersu per candidarsi insieme all’accesso ai fondi del Jtf», spiega il sindaco di Iglesias Mauro Usai. «La sinergia tra più enti produce un risultato più positivo. Più si condivide la strategia con gli altri enti deputati a farlo, più c’è possibilità di rientro nel bando».
Lo stesso sindaco tuttavia sottolinea che l’esito dipenderà dal finanziamento: «I tempi sono legati alla programmazione Jtf. Dopodiché, se ci finanziano, dobbiamo fare la progettazione e la gara per fare i lavori».
A sottolineare il legame con lo sviluppo universitario del territorio è l’assessore alla Programmazione Daniele Regionali: «L’esigenza di questo intervento si lega all’avvio dei master e dei nuovi corsi di laurea a Monteponi e si concretizza grazie alla sinergia e a questo importante accordo. La trasformazione dell’ex Collegio in studentato, inoltre, valorizza il centro storico di Iglesias in un’ottica di rigenerazione urbana».
Servizi
Dall’Ersu arriva la disponibilità a seguire il progetto fin dalla fase di progettazione: «La parte dei posti alloggio solitamente è la più difficile da reperire: occorrono investimenti e luoghi», afferma Marco Meloni, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ersu di Cagliari. Se il progetto sarà finanziato e l’edificio recuperato, l’Ersu punta a gestire la futura struttura, destinando i posti innanzitutto agli studenti beneficiari dei servizi per il diritto allo studio e, secondo quanto previsto dal bando, anche agli altri studenti una volta soddisfatte le prime esigenze. Ancora da definire, invece, il numero dei posti letto e la presenza di una mensa interna: «Le residenze hanno bisogno di spazi comuni e di standard normati per legge», precisa Meloni. «Sulla mensa sarà un discorso da capire, anche in relazione agli spazi e ai numeri. Dobbiamo vedere quanti saranno gli iscritti e tarare i servizi rispetto a questo».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
