Durissimo il consigliere Cioni (Sardistas): «Ora basta, siamo stanchi di subire»

«Nuovo scempio ambientale» Selargius, tutti contro il Bess 

Appelli al sindaco che prende tempo: «Devo vedere le carte» 

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L’allarme è stato lanciato ieri dagli attivisti anti speculazione: «L’opera va fermata». L’opera è la sistemazione di container metallici di stoccaggio nelle campagne di Cuccuru Matta Masonis nel territorio di Selargius, progetto presentato da Atena Storage, srl con sede a Milano. Sulla realizzazione di questo impianto cosiddetto Bess, la società ha chiesto l’autorizzazione unica e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio. Cioè l’anticamera delle confische. Per il Comitato No Tyrrhenian link «non è pensabile realizzare un’opera che agli impatti cumulativi sull’ambiente somma la mancata tutela del suolo agricolo irriguo e delle sue colture».

Dal Comune

Il passo avanti fatto dal progetto ha suscitato reazioni nel territorio. Sulla questione il sindaco Gigi Concu si limita a sottolineare: «Domani vedrò le carte e cercheremo di fare chiarezza». A dire qualcosa di più è invece il consigliere di opposizione della lista civica Obiettivo Comune per Selargius, Marco Tuveri: «Che gli interventi presentati nell’agro di Selargius, peraltro da società con sede nella Penisola, vadano calmierati se non addirittura, in certi casi, impediti perché eccessivi, è indubbio. Che questo sia impossibile sulla base della più recente normativa europea e italiana, però, è altrettanto vero. Mi chiedo però, e continuo a chiederlo anche al sindaco, se dobbiamo subire ancora una volta interventi di tal tenore, senza ricevere nulla in cambio come avvenne nel 1987, quando sempre a Su Padru fu realizzata la centrale elettrica, da cui è partita l’industrializzazione dell’area».

Il richiamo

Riccardo Cioni, della lista civica Sardistas, anche lui all’opposizione, aggiunge: «Sicuramente quest’opera contribuisce a rendere l’agro quello che sarà e cioè un obbrobrio e uno scempio ambientale. L’invasione ambientale che abbiamo subito con il Tyrrhenian Link (altra mega opera prevista nelle campagne selargine ndr ) rappresenta un danno enorme. Contro l’invasione del territorio ci saremmo dovuti muovere nel 2021: allora si sarebbe dovuto valutare come agire». Sul punto, Tuveri aggiunge che «i selargini non devono più subire passivamente la devastazione né fare chissà quali sacrifici per il bene dei sardi. Le leggi, in questi casi, prevedono compensazioni. Ma non mi pare che vengano realmente previste».

L’intervento

Le batterie che la Atena Storage vuole sistema servono ad accumulare l’energia prodotta per rimetterla nella rete quando necessario. L’istanza con cui la srl chiede l’autorizzazione unica dalla Regione e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio è datata 4 agosto. Il Comitato No Tyrrhenian Link sostiene che il problema non sia soltanto «questo singolo impianto da 200 megawatt: la grande emergenza è data dalla concentrazione di infrastrutture energetiche nel territorio, in una zona che si trova al confine con le campagne di Quartucciu e Settimo San Pietro. Efisio Aste a Cuccuru Masonis ha un uliveto che «per fortuna è lontano rispetto a dove devono realizzare l’opera – dice –: il mio è di fronte alla strada di Bing’e Mesu. Infatti nessuno mi ha comunicato l’esproprio, almeno per ora. Questo intervento doveva essere concepito meglio, spostandolo, se proprio era necessario, più verso la zona dove c’è l’inceneritore e dove ci sono terreni che non sono interessati dalla produzione agricola». La nuova battaglia è appena cominciata.

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