La crisi

Nuovi raid, ira di Teheran su Israele 

Ben Gvir: «Il Libano deve bruciare». Accordo Usa-Iran già in bilico 

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Beirut. L'accordo Usa-Iran è già in bilico. Per colpa d'Israele. O almeno, questa è l'accusa di Teheran che, ricorda, ha incluso il Libano nell'intesa in 14 punti firmata con Washington. Le forze israeliane, invece, hanno bombardato il sud del Paese e continuano a rifiutare la smobilitazione, poiché l'obiettivo è quello di creare una zona cuscinetto per proteggere gli insediamenti a nord d'Israele da Hezbollah. «Per ogni lacrima versata da una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare!», ha scritto su X il ministro di estrema destra Itamar Ben Gvir, dopo che quattro soldati dell'Idf sono rimasti uccisi nella notte di giovedì in un attacco di Hezbollah nei pressi di Kfar Tibnit.

Impennata di violenza

Così, un'impennata di violenza armata e poi un fragile cessate il fuoco dominano la scena nel martoriato sud del Libano, in parte occupato dall'esercito israeliano e contrastato dai combattenti di Hezbollah. Sono stati proprio quei raid a far deragliare l'incontro al Bürgenstock hotel, posticipato al momento sine die.

E comunque sia, l'Iran ritiene gli Stati Uniti «direttamente responsabili» per le violazioni al memorandum -- non proprio un buon viatico per i 60 giorni di negoziati previsti a partire da ieri. L'Iran - sostengono diverse fonti diplomatiche citate dal Financial Times - ha mantenuto ferma la propria posizione di «niente Libano niente accordo» poiché ritiene di poter prevalere e di poter ottenere concessioni da Washington. Il messaggio degli iraniani è semplice: «Noi abbiamo frenato Hezbollah, gli Stati Uniti invece devono frenare Israele e finché non lo faranno, non ci presenteremo». Quando si terranno a questo punto i colloqui (e dove) non lo sa nessuno con certezza: potrebbero essere stati provvisoriamente riprogrammati per lunedì ma tutto dipende dalla situazione in Libano. A partire dalle 16 del pomeriggio Hezbollah e Israele avrebbero dichiarato un ennesimo cessate il fuoco, grazie all'intervento dei mediatori. Con gli Usa che si sono fatti garanti. «Ho chiesto a Israele di accettare il cessate il fuoco con Hezbollah», ha affermato Donald Trump in serata, assicurando che gli Usa «saranno in grado di fermare Israele dall'attaccare il Libano». Al di là delle accuse incrociate, è fondamentale ora che le armi tacciano in Libano perché ne va della credibilità degli Stati Uniti. Le agenzie d'intelligence americane hanno quindi messo in guardia l'amministrazione Trump sul fatto che, probabilmente, Netanyahu adotterà iniziative per ostacolare il raggiungimento di un accordo di pace duraturo poiché sarebbe intenzionato a proseguire le operazioni contro Hezbollah.

Il nodo

Dopo gli strali sia di Trump che di JD Vance è la relazione Israele-Usa ad essere sotto il microscopio, date le immense riperscussioni che ci potrebbero essere in tutta la regione. La preoccupazione che lo stretto di Hormuz possa nuovamente essere chiuso c'è.

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