Mosca. Sei mesi dopo l’attacco israelo-americano che ha dato il via alla guerra nel Golfo Persico, il presidente iraniano Massud Pezeshkian ha incontrato Vladimir Putin e Xi Jinping a Bishkek, a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, incassando dalla Russia una promessa di sostegno. Putin ha assicurato che Mosca resta fedele ai rapporti di amicizia sanciti dal Trattato di partenariato strategico e intende fornire a Teheran «l’aiuto necessario» in questo periodo difficile.
Poche ore dopo gli incontri, gli Stati Uniti hanno ripreso a bombardare postazioni iraniane nei pressi dello Stretto di Hormuz. I media iraniani segnalano esplosioni sull’isola di Qeshm e nello Stretto; quattro proiettili avrebbero colpito aree della provincia del Sistan-Baluchistan. Donald Trump ha definito i raid «massicci e potenti», presentandoli come risposta a un presunto tentativo iraniano di piazzare mine nello Stretto e al lancio di otto missili contro una base Usa in Giordania, tutti intercettati. Una reazione di Teheran, ha aggiunto, provocherebbe una nuova offensiva «di ben altra portata e intensità».
I Pasdaran hanno risposto minacciando ritorsioni. Il loro portavoce Hossein Mohebi ha affermato che gli Stati Uniti «si pentiranno» dei nuovi attacchi e annunciato una «punizione severa».
Nel corso del vertice Sco, Pezeshkian ha ribadito però che l’Iran punta sulla diplomazia per porre fine al conflitto: Teheran, ha assicurato, è pronta a rispettare il Memorandum d’intesa di Islamabad se anche Washington tornerà a rispettarne gli impegni. Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha definito l’accordo, raggiunto grazie alla mediazione di Islamabad, «la via più praticabile» verso una pace duratura. Pezeshkian ha tuttavia chiesto garanzie sull’applicazione degli accordi, avvertendo che il ritorno a pressioni e minacce potrebbe far fallire il negoziato. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, secondo cui gli Usa devono tornare a rispettare il memorandum per porre fine alla guerra.
Putin ha infine ribadito la solidarietà di Mosca al popolo iraniano, elogiandone «coraggio e determinazione». Pezeshkian ha ringraziato il presidente russo per il sostegno dimostrato durante il conflitto e nelle sedi internazionali.
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