Aiuti di Stati al settore del trasporto aereo, adesso si cambia. Passati dodici anni dall’entrata in vigore delle regole datate 2014, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sulla bozza che raccoglie le nuove indicazioni. La discussione resterà aperta sino all’11 giugno.
Cosa cambia
Le modifiche proposte riguardano intanto gli aiuti agli operativi degli aeroporti e avranno ricadute sugli scali sardi, visto che il sostegno pubblico sarà ammesso solo negli scali con meno di un milione di passeggeri all'anno. Alghero, il più piccolo, ne conta 1,7 milioni; Olbia viaggia a quota 4, mentre Cagliari sempre nel 2025 ha superato i cinque milioni. Le nuove linee guida prevedono che sopra la soglia indicata da Bruxelles siano gli stessi aeroporti a coprire autonomamente i costi dei propri operativi.
Prima fascia
All’interno del gruppo degli scali sotto il milione di passeggeri, la bozza prevede due scaglioni. Il primo riguarda gli aeroporti sino a un massimo di 500mila biglietti staccati all'anno: Bruxelles considera che queste strutture (si trovano quasi sempre in zone ultraperiferiche) non esisterebbero senza il sostegno pubblico e comunque raccolgono una quota di traffico talmente piccola da avere un impatto limitato sulla concorrenza. Da qui la nuova regola secondo cui gli aiuti ai piccoli aeroporti possono essere erogati senza dover chiedere ogni volta un’autorizzazione specifica alla Commissione europea.
Secondo scaglione
Nella fascia degli scali che registrano un numero di passeggeri compreso tra 500mila e un milione, i livelli di traffico sono comunque non elevati e «significativamente inferiori rispetto al periodo precedente la pandemia». Quindi, pur ritenendo che si tratti di aeroporti «sufficientemente grandi da essere redditizi», la Commissione riconosce che, «a causa degli choc esterni degli ultimi anni, questi scali potrebbero aver bisogno di più tempo per raggiungere la redditività». Da qui la decisione, scritta nella bozza, di concedere sì gli aiuti alla promozione degli operativi ma limitati a «un periodo transitorio di cinque anni».
La deroga
Fuori dalla soglia del milione di passeggeri, Bruxelles ha ipotizzato una deroga per gli aeroporti sino a un massimo di tre milioni, sempre annui, soglia che oggi, con le regole del 2014, si estende sino a cinque milioni di biglietti. In questa fascia gli aiuti di Stato sono possibili se riguardano investimenti per aumentare il traffico, ma gli interventi dovranno rispettare precisi standard ambientali, come la decarbonizzazione. Insomma, su Cagliari e Olbia non si potranno più lanciare bandi come quello fatto dalla Giunta sulle “Nuove rotte”. Al massimo l’operazione sarebbe ammessa ad Alghero, ma a fronte di precisi investimenti ispirati al Green deal, il piano per la riduzione delle emissioni di Co2, che per le imprese si declina nel Clean industrial deal (patto per l’industria pulita).
La filosofia
È chiaro che Bruxelles voglia tutelare al massimo la libera concorrenza. Per la commissione Ue il mercato del trasporto aereo non può subire il condizionamento degli aiuti di Stato. L’Esecutivo dell’Unione si aspetta che le compagnie aeree si assumano il rischio di aprire nuove rotte. Le nuove regole saranno vigenti entro l’anno.
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