«Dalle case degli operai alle case del futuro». Così l’assessore comunale ai Lavori pubblici di Carbonia, Manolo Mureddu, spiega il significato su cui si fonda il “Progetto casa Carbonia”, presentato nell’aula consiliare davanti alla cittadinanza. C’erano anche l’amministratore unico di dell’Azienda regionale edilizia abitativa (Area) Matteo Sestu e l’assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani. Per trovare i fondi per partecipare a questa prima parte del progetto, il Comune ha aderito al bando JTf che mette a disposizione 25 milioni di euro per i comuni del Sulcis.
Il piano
Il “Progetto casa Carbonia” prevede la riqualificazione e l’efficientamento energetico di tre ex alberghi operai e la riqualificazione del complesso in via Lucania, nella parte di proprietà del Comune. Nelle prime tre strutture nasceranno nuovi alloggi da destinare alle famiglie e sarà creato un cohousing sociale e intergenerazionale: ogni persona o famiglia possiede o affitta il proprio appartamento privato (con cucina, bagno e spazi personali), ma l'intero complesso residenziale è progettato per includere ampi spazi comuni. È previsto l’efficientamento energetico di ciascuno di essi, con il recupero delle aree esterne dove sorgeranno giardini e aree di socialità.
Gli edifici
Si parla, come indicato dal dirigente comunale Mario Mammarella, dell’ex albergo operaio in via Costituente angolo via dello Sport, di un altro nella stessa strada all’angolo con via Partigiani e quello di via Mazzini, che in una parte ha ospitato la Casa dell’anziano, e in un'altra ha sede il Comando della polizia locale.
La “filosofia”
Il sindaco Pietro Morittu ha rimarcato che «si vuole recuperare la storia della città per guardare al futuro con serenità, con nuove modalità abitative e nuove forme di socialità tra le persone di generazioni e condizioni sociali diverse». Aggiunge l’assessore Mureddu: «Non ci limitiamo a costruire o consegnare abitazioni, bensì quartieri per il vivere comune e per fare comunità: la casa diviene strumento di inclusione e il patrimonio pubblico è visto come opportunità». L’assessore regionale Emanuele Cani si è concentrato sull’impegno della Regione per l’efficientamento energetico di case e attività produttive, ricordando «i sette milioni di euro finanziati in città che riguardano almeno sedici edifici pubblici». L’amministratore di Area, Matteo Sestu, ha ricordato che «l’Azienda regionale è proprietaria degli immobili di via Mazzini e di via Costituente messi a disposizione del Comune a titolo gratuito» e ha precisato che «è in corso una collaborazione con il Municipio come mai era successo, perlomeno nel recente passato».
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