L’altopiano della Giara ha registrato un boom di visitatori nel 2025. Una presenza crescente dovuta alle strategie adottate dalla Fondazione omonima che ha portato risultati concreti: circa 70mila visitatori nell’anno appena concluso. Un incremento di presenze dovuto al processo di rilancio avviato negli ultimi anni, con alcuni obiettivi dichiarati: l’istituzione del Parco regionale della Giara, la candidatura a Parco nazionale e il riconoscimento Unesco.
Le presenze
Dopo i sessantamila visitatori del 2024, il 2025 ha registrato un nuovo incremento con 30mila visitatori solo a Tuili, altrettanti a Gesturi, e oltre 12mila tra Setzu e Genoni. Di questi, l’80 percento sono turisti stranieri. Cresce il numero degli italiani, basso, invece, l’afflusso di visitatori sardi. «Un dato che ci incoraggia a rafforzare ulteriormente le azioni rivolte alle comunità locali e alle scuole», sostiene il presidente della Fondazione Maurizio Concas.
La ricchezza
L’Altopiano con i paulis stagionali, i cavallini selvatici, la flora e i suoi panorami restituisce l’immagine di un territorio integro, autentico e ricco di biodiversità. Ma questa bellezza richiede una tutela attiva e una valorizzazione lungimirante e condivisa: «La Fondazione Altopiano della Giara, costituita dai Comuni di Tuili, Gesturi, Genoni e Setzu, è nata per promuovere un modello di sviluppo sostenibile fondato su identità, cultura, tutela ambientale e crescita territoriale», spiega Concas. Non solo paulis e cavallini, ma anche realtà museali ed espositive dislocate nei quattro comuni dove in totale, lavorano 27 dipendenti. Un dato in crescita rispetto al passato e in programma ci sono ulteriori assunzioni. Grande attenzione è stata dedicata anche al controllo degli accessi ai versanti nei quattro Comuni con personale di vigilanza e accoglienza, migliorando l’organizzazione dei flussi e avviando interventi strutturali per rendere più ordinati e sicuri gli ingressi.
Sulla Giara
Stefano Melis, addetto agli accessi e guida sull’altopiano, spiega che «la fauna ha regalato segnali ancora più incoraggianti: cavallini in ottima salute, numerose volpi, martore e donnole come non si vedevano da anni, così come i cinghiali». Per Melis «promuovere e tutelare il nostro territorio è ciò che ci sta più a cuore. I visitatori sono sempre più appassionati e partecipi durante le escursioni». Secondo Cristiana Melis, dipendente nel settore museale della Fondazione: «Il motto è “l’unione fa la forza” perché quattro Comuni si sono uniti in un progetto di valorizzazione del territorio come strumento di consapevolezza del nostro potenziale culturale e speranza in un domani lavorativo per i nostri figli».
Lavori in corso
«Nuovi parcheggi, nuovi centri di accoglienza dotati di servizi essenziali, punti informativi e piccole aree per vendita di prodotti locali e materiali divulgativi. Si punta anche a costruire un Centro di studio ambientale permanente, capace di attrarre ricercatori, scuole, università e visitatori», annuncia Concas. In corso anche la collaborazione con la Fondazione Barumini, che secondo il presidente potrebbe fare da volano per incrementare ancora di più le presente sull’altopiano, e viceversa.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
