Energia.

Nucleare, il Governo ci riprova 

Da Cagliari il ministro Pichetto Fratin rilancia la sfida: «È una fonte neutra» 

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Doveva essere la giornata degli «ecosistemi marini», da integrare «nelle politiche di sviluppo e pianificazione» dei territori. Ma da Cagliari, dove Nello Musumeci e Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato sul tema una tavola rotonda, a tenere banco sono stati i ristori del ciclone Harry e i programmi del Governo sulla transizione energetica. Che passerà anche dal nucleare. Così hanno anticipato, ciascuno secondo il proprio perimetro amministrativo, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare e quello dell’Ambiente.

Dopo la tempesta

Dunque, il secondo acconto per riparare i danni lasciati da Harry è in arrivo. «Il finanziamento verrà erogato nei prossimi giorni – ha detto Musumeci –, dopo la perimetrazione dettagliata da parte dei tre presidenti di regione (Todde per la Sardegna, Occhiuto per la Calabria e Schifani per la Sicilia)». Il ministro ha poi ribadito che «il cambiamento climatico, con tutti gli eventi legati al maltempo, è ormai una condizione ordinaria con cui dobbiamo imparare a convivere». Su “ParliamoDimare”, il convegno che ieri si è tenuto al molo Ichnusa di Cagliari, Musumeci ha detto che «non c’è crescita senza l’uomo. Va poi sfatato il mito che la sinistra tiene all’ambiente, mentre il centrodestra lo distrugge. Noi siamo per uno sviluppo sostenibile, come un professore mi dice che dobbiamo dire».

Le indicazioni

Pichetto Fratin ha indicato la rotta sulla transizione green, dopo la conversione in legge a metà gennaio del decreto energia. «Stiamo mettendo fine alla deregolazione e abbiamo definito quali sono le aree idonee per eccellenza». Ovvero, «zone industriali e quelle collegate al sistema ferroviario. Per la parte rimanente saranno invece le Regioni a dover individuare una percentuale di territorio in cui si ritiene opportuno l'insediamento di questi impianti produttivi», è stato il riferimento a pale e pannelli, «ricordando che sui terreni agricoli è possibile l'agrivoltaico di un certo tipo, non il fotovoltaico». Il ministro ha rilanciato il nucleare: «È una soluzione neutra che non ha emissioni e tra l'altro dà il vantaggio di non pagare tassazioni». In quest’ottica, «Governo e Parlamento devono dare all’Italia il quadro giuridico perché sia possibile fare le valutazioni». Pichetto Fratin ha dato come orizzonte il 2030. «Io non vedo questo Paese coperto da pale eoliche e da fotovoltaico». Anche se questo è lo scenario che si prospetta per la Sardegna.

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