A mezzanotte di sabato, quando devono ancora atterrare due voli (da Palermo e Verona) la zona arrivi dell’aeroporto è “circondata” da decine di persone in attesa di un taxi. Una processione di vacanzieri (e qualche pendolare) che si estende per qualche decina di metri. A corredo un unico ma eloquente commento: «Inaccettabile». «Se va a Roma capisce che cos’è una fila, qui è poca roba», dice il signor Giovanni, mentre cerca di confortare il resto della “truppa”. «Siamo arrivati da Milano e abbiamo aspettato più di venti minuti», racconta una famiglia appena sbarcata. «Con due bambini piccoli e le valigie non è stato semplice. Pensavamo di trovare un servizio più rapido».
Il servizio
Arrivano i turisti e, puntualmente, i taxi tornano a essere (quasi) introvabili. Mentre Uber, anche se alla fine può arrivare a costare persino di più, va aIla grande perché grazie alla prenotazione su app i vacanzieri hanno la sicurezza di trovarlo. I turisti quando atterrano a Elmas diventano “bipolari”: «Sono molto contenta di vedere il mare della Sardegna ma sono anche molto upset », sconvolta, «perché non c’è un taxi che mi porti in hotel», dice Sina, turista tedesca in arrivo da Linate. I cagliaritani, invece, quando ne cercano uno in città, accumulano rabbia e frustrazione: «Il servizio non sta funzionando, ma non è una sorpresa purtroppo», tuona Alessio Mereu, consigliere comunale di FdI ed ex assessore alla Viabilità. «La doppia guida», introdotta quasi due anni fa proprio per sopperire la mancanza di taxi durante la stagione estiva, «non sta dando i risultati attesi. Ecco perché sarebbe stato opportuno aumentare le licenze, così come stavamo facendo nelle precedente consiliatura, licenze che peraltro avevamo concordato con la categoria», aggiunge.
Un calvario
All’aeroporto di Elmas, il problema è soprattutto la sera, a fine giornata, quando nel giro di pochi minuti atterrano uno dopo l’altro anche una decina di voli che trasportano oltre duemila passeggeri. Impossibile trovare un taxi per tutti coloro che ne avrebbero bisogno. Ed è così che bisogna mettersi pazientemente in fila e attendere (chi dice dieci minuti, chi parla di un’attesa fino a mezz’ora) il rientro a Elmas delle auto bianche che hanno già completato una corsa. «Per un centinaio di persone che si vedono in attesa, nello stesso momento ce ne sono altre duemila che sono atterrate insieme e che tra noi, bus e trenino, portiamo in città», dicono i tassisti.
La soluzione
L’amministrazione comunale, da due anni, sta sperimentando «le doppie guide che», ribadisce l’ex assessore Alessio Mereu, «non stanno funzionando e l’evidenza di questo è quello che sta accadendo in città con l’arrivo dei turisti», aggiunge. La soluzione dell’aumento delle licenze, scelta a livello nazionale dopo lo sdoganamento di Salvini, era sul tavolo anche a Cagliari con la precedente amministrazione. Una risposta al problema che non aveva trovato il pieno consenso della categoria ed è anche per questo che, sulla scia di quanto accade in tutte le città del mondo, si è scelta la strada della doppia guida.
Con luglio alle porte e il picco delle presenze turistiche ancora da raggiungere, il problema è destinato a tornare al centro del dibattito. Occorrerà trovare un equilibrio tra le esigenze dei turisti, la sostenibilità del servizio e l’organizzazione della mobilità urbana. Per ora, però, chi arriva a Cagliari deve armarsi di pazienza: trovare un taxi appena atterrati, la notte, può trasformarsi in una corsa a ostacoli.
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