Madrid. La prima pole position al MadRing in Spagna, l'inedito circuito cittadino della Formula 1, è firmata Lando Norris. Il campione del mondo della McLaren ha battuto Kimi Antonelli su Mercedes di appena 11 millesimi, mentre in mentre in seconda fila si è piazzato Max Verstappen con la Red Bull a 140 millesimi dalla pole, affiancato dalla Ferrari di Lewis Hamilton. Terza fila per l'altra Rossa di Charles Leclerc e per la Mercedes di George Russell. Quarta fila per Oscar Piastri e Liam Lawson, quinta per Franco Colapinto e Arvid Lindblad.
La zampata
Una prima posizione quella conquistata sul filo da Norris molto importante in un circuito dove non sarà facilissimo sorpassare: l'inglese ha piazzato la zampata giusta nel finale prendendosi gli undici millesimi necessari a spostare sul lato esterno della prima fila la Mercedes del leader del Mondiale. «Sono estremamente sorpreso, credo sia stato uno dei giri da qualifica migliori della mia carriera», ha detto Norris, «uno di quelli nei quali riesci davvero a mettere tutto insieme. filato tutto alla perfezione». Poi ha aggiunto: «Mi sono regalato la miglior posizione possibile per il via del Gran Premio. È vero che su questa pista è difficile superare ma al mio fianco e subito alle mie spalle ho due clienti molto difficili». Da parte sua Antonelli deve digerire il verdetto del sabato ma rende onore al rivale della McLaren: «Complimenti a Norris. Io ho dato tutto quello che avevo ma nel finale ho faticato un po'. Non è facile mettere insieme il giro perfetto su una pista così. Nel complesso però abbiamo fatto un buon lavoro», ha detto il bolognese della Mercedes.
Rosse in affanno
Delusione in casa Ferrari per non essere riuscita a rialzare la testa nelle qualifiche di Madrid dopo il flop di Monza. Se Hamilton se la prende con il mancato cambio di passo della Rossa nel time attack finale, il suo compagno di squadra monegasco guarda alla gara per provare a migliorare sotto la bandiera a scacchi il suo quinto tempo sulla griglia di partenza. «Evidentemente non eravamo da pole», indica il sette volte campione del mondo, «anche quando eravamo davanti. Forse i nostri avversari hanno tirato su il motore nel finale, oppure hanno qualcosa che noi non abbiamo e non possiamo fare più di così».
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