San Gavino.

Non solo zafferano, l’oro bianco è il riso 

Le coltivazioni raggiungono i 500 ettari e la qualità del prodotto è eccellente 

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Non ci sono solo campi di grano, foraggio e zafferano. A San Gavino quasi cinquecento ettari sono coltivati a riso nella pianura tra la fonderia e il Castello di Monreale. Da quarant’anni si produce un riso di grande qualità con tecniche ultramoderne. L’azienda più grande è a “Narbonis”, verso Pabillonis. È di Paolo Terzo Sanna, 69 anni: «Mi sono laureato in Ingegneria chimica nel 1981, due anni dopo ho deciso di avviare la coltivazione con mio padre. Oggi sono circa 320», aggiunge, «gli ettari dell’azienda con risaie a rotazione. Sfruttiamo la caratteristica dei suoli, che hanno una permeabilità molto limitata e trattengono l’acqua. I terreni sono valorizzati con le risaie grazie all’irrigazione del consorzio di bonifica. Produciamo riso da semina e per l’alimentazione umana».

«Ci vuole passione»

A “Narbonis” c’è un’altra azienda, di circa cento ettari. È di Fabio Meloni, 44 anni: «Il lavoro nelle risaie a volte ci impegna 24 ore su 24. La semina è a maggio, la mietitura in ottobre. Produciamo il riso poi trasformato nel Nord Italia e venduto anche nel Nord Europa. La raccolta è meccanizzata. L’agricoltura dà soddisfazioni a chi ha voglia di lavorare e intelligenza».

Le esportazioni

Ha scoperto questo cereale anche Stefano Curreli, 62 anni, che ha iniziato la coltivazione del riso nel 1987: «La mia azienda è a “Core ’e Mola”,’ da cui deriva il nome del prodotto Riso Molas: coltivo circa 45-50 ettari. Con otto dipendenti porto avanti tutta la filiera, dalla coltivazione alla trasformazione con risotti pronti e gallette. Abbiamo un inserimento commerciale nelle fiere e nei supermercati ed esportiamo in tutta Europa a partire da Spagna e Germania. La produzione per ettaro è di circa 70 quintali, ma può variare in base all’annata».

E c’è lo zafferano

Dai campi il riso sangavinese arriva al piatto per essere condito con lo zafferano Dop, ma per la valorizzazione si potrebbe fare molto di più. Lo sottolinea l’ex presidente della Pro Loco ed ex assessore comunale all’Agricoltura Antonio Garau, 79 anni: «San Gavino sta perdendo una grande opportunità: lo zafferano dev’essere il prodotto trainante, anche del riso. Nel 1994 si parlava di tecniche sperimentali di irrigazione, per espandere il settore con notevoli risparmi idrici, ma non è seguito nulla. Con molta intelligenza e spirito imprenditoriale i coltivatori producono riso pre-condito, anche allo zafferano. Questi prodotti», fa notare Garau, «andrebbero presentati in primo luogo a San Gavino, magari riportando il Festival dello zafferano al ruolo di fiera agricola-artigianale».

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