Una lunga fiaccolata sui sentieri dei minatori per raggiungere l'antica e affascinante laveria Lamarmora, ricordare l'importanza del suo valore storico e culturale e chiedere che il progetto di recupero vada a buon fine dopo tanti anni di attesa.
L’iniziativa
È quanto è accaduto nel borgo minerario di Nebida, la notte di Capodanno, dove ha preso vita una interessante iniziativa promossa e curata dal Consorzio turistico per l’Iglesiente e dal’associazione Verde azzurro Pan di Zucchero per sensibilizzare le istituzioni locali e regionali affinché al più presto possa essere recuperata e rivalorizzata la grande laveria Lamarmora. Nel nuovo anno, sono riposte molte speranze sul progetto di recupero, come ha dichiarato Attilio Casti, presidente del Consorzio turistico: «Abbiamo deciso di promuovere questa iniziativa per sensibilizzare le istituzioni sulla situazione della vecchia laveria che si trova in evidenti condizioni precarie. È un tesoro di archeologia industriale - ha affermato - che non possiamo perdere. È nostro dovere ricordare quanto sia importante il suo recupero e la sua riqualificazione culturale, sotto il profilo storico e turistico». A guidare la fiaccolata due guide d' eccezione: Roberto Orrù e Stefano Vascotto con il supporto tecnico e logistico di Stefano Pintore. «È stata una bellissima esperienza - ha raccontato Roberto Orrù, guida ambientale - ed è un progetto nato con il cuore per non perdere una parte fondamentale della nostra storia mineraria. Una luce accesa per non dimenticare la storia e i sacrifici di tante persone e anche una speranza per il suo urgente recupero strutturale». Sulla scia di un progetto di recupero da realizzare a breve, anche Giuseppe Fonnesu della Associazione Verde azzurro Pan di Zucchero: «Questo è un bene immenso che sta cadendo a pezzi - ha sottolineato Giuseppe Fonnesu - e al più presto le istituzioni devono lavorare per il suo completo recupero. Nel 2011 fummo protagonisti di una bella fiaccolata che venne fatta utilizzando le lampade a carburo per ricordare il lavoro di tanti minatori e di tanta brava gente».
La struttura
Una volta raggiunta la meta, le persone che hanno partecipato alla fiaccolata hanno avuto modo di ascoltare la storia e gli anedottodi legati alla vecchia laveria da Nini Mocco, uno dei pionieri delle escursioni nel territorio, e grande conoscitore di archeologia industriale. La laveria Lamarmora venne ultimata nel lontano 1897 e fu la principale struttura produttiva di Nebida, minuta anche di un piccolo approdo sottostante. Era fra le più moderne dell'Isola e disponeva di alcuni dei sistemi adottati nella Laveria Malfidano, a Buggerru. Era articolata in due sezioni ben distinte, una per i materiali terrosi, e l’altra per quelli compatti, molto ricchi di galena. Per il recupero integrale c’è un progetto che si estende ad altre importanti aree minerarie fra Nebida e Masua. Sono stati già siglati gli accordi di programma con la Regione e con Igea e ora si chiede che si arrivi finalmente ai cantieri attesi da tanto tempo.
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