Taranto.

Non diede rifugio a Bakari: indagato il barista 

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Taranto. C’è una svolta nelle indagini sull’omicidio di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso il 9 maggio nella città vecchia di Taranto. Nel registro degli indagati è finito anche Romolo Magnati, titolare del bar di piazza Fontana dove la vittima aveva cercato rifugio durante l’aggressione del branco. La Procura gli contesta il favoreggiamento personale in relazione alla posizione del 22enne Cosimo Colucci, accusato dell’omicidio insieme a quattro minorenni e al 20enne Fabio Sale.

Secondo gli inquirenti, il barista avrebbe mentito agli investigatori sostenendo di non conoscere Colucci. Una versione smentita da un’intercettazione ambientale registrata in Questura, nella quale Magnati avrebbe ammesso di sapere chi fosse il giovane e che la sua foto non compariva tra quelle mostrate dalla polizia. Agli atti anche il fatto che il barista avrebbe invitato vittima e aggressori a uscire dal locale senza chiamare le forze dell’ordine.

La Procura ha disposto per il 19 maggio un accertamento tecnico sui video del bar e sui cellulari sequestrati agli indagati e alla vittima. Intanto resta in carcere Colucci: il gip ha escluso il pericolo di fuga ma ha riconosciuto un grave quadro indiziario. Le immagini di videosorveglianza smentirebbero la sua versione difensiva.

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