Mandas.

«Non abbiamo da mangiare, aiutateci» 

Telefonata disperata ai carabinieri, che comprano il cibo alla famiglia 

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Una telefonata alla stazione dei carabinieri di Mandas con una richiesta di aiuto. In questo caso però non dalla vittima di un reato, come di norma accade, ma da un genitore disperato, col frigorifero vuoto e impossibilitato ad acquistare anche un minimo di cibo per garantire la sopravvivenza a sé stesso, a sua moglie e al figlio minorenne. Che fare? Intervenire. Pur essendo una situazione non propriamente di natura investigativa.

Così il militare ha informato il comandante, il quale ha incaricato due suoi uomini di verificare la situazione e, verificato come stessero le cose, di acquistare quel che serviva per poi consegnarlo alla famiglia. Che, emozionata, ha avuto il cibo sufficiente a preparare tre pasti completi: il tempo necessario al Comune, col quale l’Arma nel frattempo aveva parlato, di muoversi a sua volta.

La generosità

È quanto avvenuto lunedì tra le 18 e le 19,30. Cioè il lasso di tempo trascorso tra la chiamata e la consegna dei generi alimentari materialmente eseguita dal comandante, da chi aveva risposto alla chiamata e da altri due militari: tutti assieme hanno acquistato a proprie spese ciò che serviva al sostentamento di marito, moglie e figlio, i quali hanno potuto sfamarsi in attesa dell’intervento dell’amministrazione cittadina.

I Servizi sociali infatti prima di poterlo fare avevano necessità (come anche il Banco alimentare) di ottenere il certificato Isee della famiglia (documento che pare non sia mai stato presentato), e in ogni caso l’assistente sociale avrebbe potuto muoversi solo nei giorni successivi. Ecco perché, vista l’emergenza, i carabinieri hanno deciso di muoversi subito.

Il Comune

Il sindaco Umberto Oppus, informato, ha spiegato che «se c’è un problema le porte del Comune sono sempre aperte» e che nei casi di assoluta e contingente emergenza c’è la «Caritas parrocchiale» che fornisce i pacchi alimentari; poi ha aggiunto che in ogni caso la famiglia percepisce «una mini pensione».

L’Arma

Resta il gesto dell’Arma. Quando l’appuntato ha sollevato la cornetta ha sentito una persona agitata, che piangendo spiegava di essere indigente e senza nulla da mangiare in casa, essendo in attesa dell’assegno di inclusione ancora non arrivato.

Dopo aver tranquillizzato l’interlocutore garantendogli che una soluzione sarebbe stata trovata, il militare ha informato il comandante il quale, per verificare come stessero le cose, ha inviato nell’abitazione due suoi uomini che, poco dopo, hanno confermato l’esistenza del problema. Dispense vuote, frigorifero pure. Cibo: zero.

A quel punto, constatata l’impossibilità dei Servizi sociali di intervenire la sera stessa e che la famiglia quel giorno non avrebbe potuto sfamarsi, il comandante ha raccolto assieme ai colleghi il denaro necessario ad acquistare in un vicino market quanto necessario a preparare tre pasti: cibo poi consegnato a due genitori emozionati e grati.

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