La presidente Todde, i Cinquestelle e il Pd proseguono le interlocuzioni per gli incarichi ancora da assegnare

Nomine, caos infinito: dai direttori licenziati anche un ricorso al Tar 

Sensi (ex Asl Sassari) ha già vinto, gli altri contro gli atti di fine anno 

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Non è ancora chiara la strada concreta che prenderà la Giunta per risolvere l’ingarbugliata questione delle nomine nella Sanità. E in questo weekend di feste e fuochi di Sant’Antonio si continua a lavorare e a discutere per cercare di chiudere la partita il più presto possibile.

Il caso Sensi

Ora, il primo punto riguarda l’ex dg della Asl di Sassari Flavio Sensi, che in teoria dovrebbe immediatamente tornare al suo posto. Lo dicono due sentenze, una della Corte costituzionale, l’altra del Tar, e basterebbe un semplice documento dell’amministrazione di presa d’atto di quanto scrivono i giudici per tornare al ripristino dello status quo ante . Ma adesso ci sono due possibilità, dato che Sensi – dirigente in aspettativa di una Asl di Napoli – nel frattempo è stato nominato alla guida della Multiss, multiutility della provincia di Sassari. La Regione potrebbe “liberarsene” una volta per tutte – e l’incentivo sarebbe quello di accelerare le procedure di risarcimento già avviate (si parla di una cifra cospicua, circa 500mila euro, tra mancati stipendi e retribuzioni di risultato e danni vari).

I licenziati

Intanto gli altri ex manager licenziati – Marcello Tidore, Marcello Acciaro, Giuliana Campus, Giorgio Carboni, Agnese Foddis e Simonetta Cinzia Bettellini, esclusi invece Paolo Cannas, Angelo Serusi e Antonio Spano, che sono stati mandati a dirigere un’altra Azienda – dopo il ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro «la procedura di selezione per la formazione delle rose dei candidati idonei alla nomina» dei manager delle aziende sanitarie indetta a settembre del 2025», cioè quella che ha portato agli elenchi dai quali dovranno essere attinti anche i nomi per coprire le caselle ancora scoperte delle Asl di Cagliari, Sassari e Gallura, la prossima settimana faranno ricorso al Tribunale amministrativo regionale: chiederanno ai giudici di annullare le nomine del 31 dicembre, e con ogni probabilità otterranno soddisfazione, vista la sentenza per Sensi che recita: «La dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge regionale che ha attribuito alla Regione il potere di dichiarare decaduto il ricorrente, esclude che la stessa Regione possa esercitare il potere di nomina di altro direttore generale...».

Lo scenario

Insomma, si preannuncerebbe un’altra bocciatura, e “salterebbero” Francesco Trotta, Andrea Fabbo, Grazia Cattina, Antonio Spano, Paolo Cannas, Maurizio Marcias, Vincenzo Serra, Serafinangelo Ponti e Angelo Serusi, che appunto hanno sostituito i commissari straordinari e ricevuto l’incarico di dg l’ultimo dell’anno, in sintonia – ha spiegato la presidente e assessora alla sanità Alessandra Todde – con l’Avvocatura regionale e con il conforto del parere legale dello studio Cerulli Irelli.

Parla Marcello Acciaro, ex dg della Asl Gallura che, in attesa di capire cosa succederà, sta facendo il medico di medicina generale nell’Ascot della Maddalena: «Il ricorso al presidente Mattarella ha un valore preparatorio a quello al Tar. Cosa accadrà? in qualche modo l’errore va sanato, e io propendo per sederci intorno a un tavolo e trovare un accordo. Non ho niente contro questa Giunta, chi vince deve governare, certo è che non è stato bello come siamo stati trattati, la nostra dignità è stata calpestata e violentata».

Il Campo largo

Mentre si accumulano le grane giudiziarie, la presidente Todde, il M5S e il Pd proseguono le interlocuzioni per gli incarichi ancora da assegnare: i professionisti più quotati sarebbero Joseph Polimeni, Thomas Schael e Paolo Zappalà. Ma le decisioni sono sospese, anche perché potrebbe nuovamente saltare tutto per aria.

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