La mattina i ragazzi per le strade non ci sono. Ce ne sono appena due seduti sotto il sole su una ringhiera in via Ortigara (parallela di via Podgora). «Chi non è al lavoro, di solito è in giro al centro commerciale». E voi? «Noi diamo una mano a papà nella sua attività», un’officina nell’hinterland. Il pomeriggio, dopo pranzo, però, si riappropriano di strade e piazze del quartiere. «Stanno in piazza, nei bar ma spesso si vedono fare su e giù in monopattino», dice il signor Umberto, che vive nel quartiere. Dispersi. E invisibili, almeno fino a quando non incrociano precarietà, fragilità esistenziali. In qualche caso, pochi, il reclutamento criminale. Eccoli i ragazzi di San Michele: qui, dove le condizioni socio-economico e culturali sono variabili precarie per molti, i giovani sono ovunque, ma non a scuola. Secondo un report di Openpolis, quasi 4 adolescenti su 10 del quartiere, infatti, in classe non ci vanno (record in città).
Le voci
«Se davvero, come dite, non vanno a scuola, la speranza è che siano occupati in un’attività lavorativa», dice il titolare di un negozio che tratta cialde per caffè. «Il pomeriggio si vedono riuniti in piccoli gruppi», racconta Danilo, edicolante da oltre un quarto di secolo in via Is Mirrionis. «Premetto che sono sempre rispettosi e non disturbano. Tanti non vanno a scuola? È una voce che circola nel quartiere, è vero. Se è così, forse succede perché questo è un momento storico in cui si è perso il valore dell’istruzione», aggiunge. O perché, come dice senza fronzoli il signore della bancarella di frutta e verdura, «in una famiglia devono mangiare tutti e a volte serve che contribuiscano anche i figli». Disagio giovanile e periferie, povertà educativa ed economica e dispersione scolastica: un vecchio stereotipo, per molti. «San Michele è un quartiere come tanti, con le sue difficoltà ma anche con i suoi pregi. Qui vivono persone perbene, la stragrande maggioranza, che studiano, crescono e diventano avvocati, medici, magistrati, imprenditori, ma anche persone che si perdono con la microcriminalità. C’è di tutto», dice il signor Mario, storico libraio di San Michele.
L’esperto
Mariano Porcu insegna Statistica e Demografia all’università di Cagliari: «Per capire perché quei ragazzi non vanno a scuola dovremmo anche andare a vedere il grado di istruzione dei genitori, che sono la variabile esplicativa». Più è basso, più è facile che istruzione, cultura e formazione siano valori meno importanti. «Ma anche il gradiente economico, naturalmente, ha la sua rilevanza in questo fenomeno», spiega ancora l’esperto. E poi ci sono i tempi della scuola «che sta diventando un luogo che difficilmente si percepisce come uno step nella vita delle persone, finendo per diventare sempre più marginale per tanti motivi». Un paradosso, se si pensa che invece più si investe in istruzione e formazione, più cresce il tenore di vita di una persona che riesce ad accedere a professioni più remunerative.
I progetti del Comune
Di fronte al caso-San Michele il Comune mette in campo soldi (14 milioni per i prossimi cinque anni) e progetti per contrastare l’abbandono scolastico. «Dobbiamo cominciare a intervenire fin dalla scuola dell’infanzia per evitare il problema durante l’adolescenza», spiega l’assessora all’Istruzione Giulia Andreozzi. Per questo motivo, «mettiamo assieme politiche sociali e istruzione», aggiunge l'assessora al Benessere dei cittadini Anna Puddu. Tra i progetti c’è “Cagliari, quartieri sociali educanti”, finanziato dall’impresa sociale “Con i bambini” insieme a Comune e Terzo Settore (capofila la cooperativa Passaparola). «Partirà dopo aprile», spiega la presidente di Passaparola Caterina Carta. «L’obiettivo è creare un tessuto sociale e culturale in grado di rimettere al centro il valore dell’istruzione». Come? «Attraverso vari livelli, ma soprattutto partendo da un patto con le scuole con cui stiamo facendo un grande lavoro».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
