Olbia.

«No alla giustizia fai da te» 

Nizzi butta acqua sul fuoco e annuncia un nucleo di Polizia locale 

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«Olbia è una città sicura, episodi gravi come l'accoltellamento dei giorni scorsi non bastano per far passare il messaggio che non si può uscire di casa»: il sindaco Settimo Nizzi butta acqua sul fuoco. Più che su quello delle comprensibili preoccupazioni di chi vive in quella porzione del quartiere San Simplicio diventato difficile, sulla deriva violenta che dilaga sui social. «Bisogna essere molto chiari, non ci si può fare giustizia da soli. Vedo che c’è chi parla di ronde, di bastoni, chi inneggia alle armi e alla giustizia fai da te. L’unica strada è quella della legalità».

L’appello arriva alla vigilia di ben tre manifestazioni previste per oggi, dopo l’accoltellamento al ristorante Ichi. Il presidio cittadino del gruppo Reazione Terranoa, il flash mob di Fratelli d’Italia e Gioventù nazionale “Riappropriamoci della nostra Olbia” e, ultimo arrivato, un sit-in pacifico sotto il nome di Olbia sicura, tutte alle 19 e nello stesso luogo, tra il passaggio a livello di via Vittorio Veneto e via Fiume d’Italia. Ma il problema posto da Nizzi non sono le manifestazioni ma le centinaia di post sui social dal contenuto violento. «A me dispiace che ci siano nostri concittadini che vivono con questa percezione di insicurezza e facciamo il possibile con gli strumenti della legalità. Ben vengano le manifestazioni pacifiche ma soprattutto la collaborazione».

La sicurezza

La situazione della città, dice il sindaco, è costantemente monitorata, l’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza è di 15 giorni fa. «Tutti vorremmo più agenti ma purtroppo non è possibile, occorre muoversi nel quadro normativo che non ci consente di fare nuove assunzioni nella polizia locale, sto però valutando di creare un nucleo – con gli agenti che già abbiamo – specializzato nella sicurezza». Intanto si sta lavorando sul fronte degli immobili occupati e degli affitti in nero. «Abbiamo già individuato due abitazioni nelle quali vivevano molte persone in condizioni di degrado , sono state dichiarate inoccupabili, i proprietari sono stati denunciati e il prossimo passo è il sequestro». Annunciato lo stesso iter per i tre palazzi occupati al centro di diversi disordini, l’ex sede Asl di viale Aldo Moro e via Peruzzi e l’ex palazzina Palmera della zona industriale.

Per quanto riguarda le misure che riguardano le persone si intrecciano diversi problemi. «Ci sono i richiedenti asilo, le persone in attesa di giudizio e altre con importanti problemi psichiatrici, tutte persone che non possono essere espulse. Diventa inutile anche firmare i tso perché le uniche due strutture in grado di accogliere queste persone sono nel sud dell’isola e sono sovraccariche». Un problema quello dei servizi psichiatrici che va al di là della nazionalità e riguarda anche e soprattutto la prevenzione.

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