Può andare avanti l’ampliamento della discarica di Su Siccesu a Serdiana. Il Tar ha respinto il ricorso del Gruppo di Intervento Giuridico, che chiedeva lo stop al progetto perché ritenuto incompatibile con la tutela del territorio e la salute dei residenti. I giudici amministrativi hanno dichiarato le tesi degli ambientalisti in parte irricevibili e in parte infondate.
Gli ambientalisti
In sostanza il Grig sosteneva che: nel via libera della Regione sono stati violati il codice ambientale (l’istruttoria alla sua base «è carente e contraddittoria») e la normativa sugli usi civici (si sarebbe autorizzato «un uso privato e irreversibile di un terreno senza la sua sclassificazione e senza la dimostrazione del vantaggio collettivo, dell’interesse pubblico prevalente e di una compensazione per la collettività»); l’area si trova su «una zona di ricarica delle falde acquifere, soggetta a tutela assoluta», e c’è il rischio di «estendere quella contaminata»; non è stato valutato l’impatto atmosferico «sui vicini insediamenti produttivi e zootecnici»; non c’è stata una consultazione pubblica.
La sentenza
Il Tar viceversa ha spiegato che l’ok è arrivato «dopo un’approfondita istruttoria» con sedute della Conferenza di servizi e l’Ecoserdiana «che ha illustrato il progetto e dimostrato l’assenza di rischi ambientali»; ci sono «adeguate prescrizioni imposte nell’autorizzazione rilasciata dalla Provincia» e la «pubblicazione dell’avviso al pubblico» sul sito istituzionale; il Tar nel 2025 ha già stabilito che «la contaminazione» è «limitata e non in grado di estendersi all’area Su Siccesu»; sulla tutela delle acque la Regione «ha eseguito studi idrogeologici e idrografici» e «il modulo 8» da allargare «risulta separato dalla falda da due barriere di impermeabilizzazione artificiale e da una geologica naturale»; sul rischio atmosferico «le censure sono generiche e prive di riscontri puntuali».
Sul rinnovo della gestione senza una procedura di gara, l’area «è stata destinata alla realizzazione e gestione di una discarica dal 1984» e in tempi recenti «la Regione ha evidenziato come il programma di attuazione del progetto della Ecoserdiana» terminerà nel «luglio 2034», con la conseguente «necessità di disporre il rinnovo della concessione» sino a quella data. Come in effetti disposto dal Comune.
Reazioni
«Prendiamo atto del pronunciamento», il commento di Stefano Deliperi, presidente del Grig, «secondo il Tar la procedura di valutazione di impatto ambientale per l’ampliamento della discarica ha tenuto conto di tutte le analisi preventive per scongiurare un rischio ambientale. Per noi i dubbi restano, nel sito ancora oggi sono in atto operazioni di disinquinamento per quanto successo negli anni scorsi». Il riferimento è alla contaminazione delle falde acquifere nell’agro di Donori (accertata dall’Arpas nel 2019) per la quale, a luglio, il Tribunale di Cagliari ha condannato in primo grado l’amministratore unico di Ecoserdiana a 18 mesi.
Respinta, in quanto presentata fuori tempo (60 giorni dall’approvazione della delibera), anche la richiesta di annullare la sospensione degli usi civici nei terreni occupati dalla discarica. «Il ritardo è dipeso dal fatto che non conoscevamo il provvedimento», afferma Deliperi, «ma il problema vero è un altro: si possono sospendere gli usi civici in un territorio compromesso che non potrà mai essere ripristinato per l’esercizio dei diritti collettivi dei cittadini?».
La discarica continuerà a operare come auspicato dal Comune di Serdiana che, a luglio del 2025, si era costituito in giudizio contro il Grig. Delusi i comitati spontanei che, attraverso una mobilitazione popolare, avevano spinto per il ricorso. «Stiamo valutando se presentare appello al Consiglio di Stato», spiega Deliperi, «leggeremo le motivazioni della sentenza per capire se ci sono spiragli».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
