Caltanissetta

Niscemi, stop mutui. «Frana più grande del Vajont» 

Musumeci: area rossa destinata ad allargarsi, inchiesta su cosa è stato fatto dopo il ’97 

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Caltanissetta. Centinaia di milioni di metri cubi di terra. Una massa enorme, più grande di quella movimentata nel disastro del Vajont. L’immagine evocata dal capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano per descrivere la frana di Niscemi, città della provincia di Caltanissetta da domenica scorsa sospesa sull'orlo di un precipizio di 50 metri, mette i brividi e richiama alla mente una delle più gravi tragedie del ‘900. Numeri destinati a crescere visto che il fenomeno è ancora attivo.

A rischio

«La linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato, l’area rossa è destinata a allargarsi», dice il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci. Se altri pezzi del costone di sabbia e argilla venissero giù, insomma, automaticamente la zona dichiarata off limits, di 150 metri, potrebbe arretrare e coinvolgere altre case. Di certo però da oggi si allargherà l’area di rischio. «Con decreto, ne disporrò l’estensione di circa 25 chilometri quadrati. Su questi territori sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta», annuncia il segretario generale dell'Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro. Il decreto, che aggiornerà il Piano di assetto idrogeologico, si è reso necessario dopo il monitoraggio dei tecnici che hanno sorvolato la frana con i droni. L’area interessata dal decreto si estenderà anche a valle del costone crollato. Resta costante invece il numero degli sfollati: 1309, al momento, per la Protezione civile. Quasi tutti hanno scelto di alloggiare, almeno in questo periodo, da familiari o amici. Sono pochi quelli che si sono recati nelle strutture mese a disposizione dal Comune. Le loro case «non solo non potranno più essere ripopolate», dice Ciciliano «ma andranno distrutte, sempre che l’arretramento della frana non ci pensi da sola. Già adesso è necessario pensare a una re-localizzazione di questi cittadini e una delle cose più importanti è farlo in maniera partecipata, perché la forzatura nell’identificazione di una zona non va bene».

Gli aiuti

Il Governo, intanto, pensa ai primi aiuti. Dopo la promessa di indennizzi veloci, fatta mercoledì dalla premier, ci sarà «una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione», annuncia Musumeci, «Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri». E sempre da Musumeci arriva la notizia della istituzione di una commissione d’indagine che accerti cosa sia stato fatto per mettere in sicurezza il territorio dopo la frana che già nel '97 mise in ginocchio Niscemi. Un fronte su cui indaga anche la Procura di Gela che ha aperto una inchiesta per disastro colposo.

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