Le postazioni di vedetta dell’antincendio non sono ancora operative e, con l’arsura delle campagne e le sterpaglie rigogliose come non mai, in queste giornate dalle temperature estive è facile che un rogo venga individuato con enorme ritardo. È accaduto a Guspini dove, nel tardo pomeriggio di sabato, sono state ore di paura per un incendio che, partito in località Sa Tressa, ha divorato una decina di ettari di terreno agricolo e macchia mediterranea, con l’interruzione del traffico lungo la provinciale che collega il paese alla marina di Torre dei Corsari e Pistis.
Avamposti scoperte
I vigili del fuoco del distaccamento di Sanluri, col supporto dei volontari della protezione civile, hanno lavorato duramente per domare il fronte delle fiamme. Il focolaio è stato avvistato con un forte ritardo a causa della particolare conformazione della località, situata in una zona depressa e parzialmente schermata dalle colline circostanti. Questo avrebbe consentito alle fiamme di propagarsi per circa un’ora prima di essere individuate, oramai altissime, dagli automobilisti che percorrevano la strada provinciale. Sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell’incendio, che solo per una serie di circostanze favorevoli non ha provocato danni a persone, mezzi agricoli e strutture aziendali presenti nell’area.
Le richieste
«Quanto successo», avvisa Alessio Pilloni, volontario della protezione civile, «mette in luce il fatto che il sistema di avvistamento delle vedette non è stato ancora avviato, pertanto l’agro è senza controllo. È necessario attivare al più presto il piano di dislocazione delle postazioni di avvistamento per garantire interventi tempestivi». Giovanni Murgia, allevatore, ha l’azienda a Sa Tressa e ha temuto che le fiamme arrivassero a lambire il suo terreno. «Per fortuna, e grazie all’intervento dei vigili del fuoco e dei volontari, l’incendio è stato domato in tempo», dice, «ma occorre un servizio di intervento immediato». Assieme ad altri concittadini rilancia la richiesta di riportare a Montevecchio la base operativa dei mezzi antincendio statali, attualmente collocata nel borgo di Santadi: «Le aree a rischio sono numerose e le condizioni meteorologiche previste per l’estate richiedono una presenza più vicina e capillare su tutto il territorio, in grado di assicurare interventi rapidi ed efficaci».
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