Niente parco eolico a Villaperuccio. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha espresso parere negativo (tradotto: bocciatura) sulla realizzazione, proposta dalla Sardeolica – società del gruppo Saras – di dieci aerogeneratori alti duecento metri nelle campagne del paese del Sulcis. Il motivo: ci sono da tutelare gli uccelli che frequentano l’invaso di Monte Pranu, lì accanto, che dà anche il nome al progetto. Ma è necessaria anche la difesa di beni culturali che stanno, da secoli, a meno di tre chilometri dalle pale che si vorrebbero piazzare.
I pareri
Il decreto che boccia l’operazione avviata nel 2023 porta la data del 2 settembre. Il direttore generale del Servizio valutazioni ambientali del Mase, Gianluigi Nocco, e il collega della soprintendenza speciale per il Pnrr, Fabrizio Magani, fanno loro i pareri negativi espressi dagli uffici ministeriali che hanno analizzato la proposta e stoppano il progetto. In tutti i documenti non si fa riferimento ad alcuna norma regionale.
Torri fuori scala
Sul fronte paesaggistico il ministero della Cultura, chiamato a esprimersi sulle carte depositate dalla società, aveva sottolineato che «gli aerogeneratori» proposti, «si impongono nel paesaggio naturale ed al contempo rurale come elementi tecnologici estranei e fuori scala che sviliscono il rapporto dimensionale delle chiese campestri con il territorio di riferimento e costituiscono un ostacolo visivo alla percezione delle relazioni insediative». Insomma: pale troppo grandi che andrebbero a stravolgere un panorama che, di per sé, costituisce un valore da tutelare.
Paesaggio e identità
Inoltre, sottolinea ancora il Mic, «l’impianto è in grado di produrre un cambiamento della percezione del paesaggio culturale e naturale per numerosi anni e comportare impatti negativi a carico delle comunità insediate. Tale cambiamento di percezione», dimostrato da numerose foto che certificano il forte impatto di pale così alte, «a scapito del senso di identità che deriva dalle visuali consolidate di un paesaggio familiare, conduce ad una progressiva perdita valoriale fino al disconoscimento dei luoghi, che si riverbera sulle azioni di governo del territorio e sulla salvaguardia dei beni culturali e del paesaggio».
La tutela ambientale
Ma nelle carte che hanno portato alla bocciatura c’è anche il fronte ambientale: «Il parco eolico in progetto», scrivono dal Ministero, uffici della Soprintendenza speciale per il Pnrr, «si colloca in prossimità di uno dei principali invasi artificiali della regione: il lago di Monte Pranu che, con la sua estensione, costituisce un’imprescindibile area per l’avifauna migratrice e stanziale di numerose specie anche di interesse conservazionistico (…) a distanze comprese fra i 400 metri e i 2000 in linea d’aria dal perimetro dell’invaso». Viene aggiunto che «il parco eolico si frappone fra i siti Rete Natura 2000 costieri sudorientali della Sardegna ed i siti centro meridionali». Le torri progettate da Sardeolica «in tali aree e in prossimità dello specchio d’acqua determinerebbero un impatto non mitigabile alla componente avifaunistica che frequenta l’area».
Il possibile ricorso
La bocciatura da parte del ministero è netta, ma potrebbe non essere la fine del progetto. La Sardeolica, come ha già fatto in passato di fronte ad altri stop per progetti diversi, sempre in Sardegna, ha la possibilità di ricorrere al Tar o al presidente della Repubblica. E la partita sul vento potrebbe passare sul campo giudiziario.
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