Cultura.

Niente fondi al film su Regeni,  si dimettono due commissari 

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Continua ad allargarsi la polemica per la mancata attribuzione di fondi pubblici da parte della Commissione del Mic al documentario “Giulio Regeni, tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti, vincitore del Nastro della Legalità 2026 che ripercorre la vicenda del ricercatore italiano rapito, torturato, ucciso in Egitto nel 2016.

Oggi toccherà al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, dare risposte sulla decisione presa dalla commissione, nel question time alla Camera dove risponderà alle interrogazioni sul caso di Partito democratico, Più Europa e Avs. I dem, proprio nell'atto parlamentare, parlano di una scelta «soltanto politica», evidenziando «l'anomalia di una bocciatura che colpisce un'opera già realizzata, premiata e ampiamente riconosciuta».

Ad evidenziare l'imbarazzo anche interno all'organismo, arrivano le dimissioni di due membri della Commissione dei contributi selettivi, il critico Paolo Mereghetti e il docente di cinema in varie università, e programmatore, Massimo Galimberti, che pure non erano parte della sottocommissione autrice del verdetto sul documentario. Mereghetti ha spiegato che «per coerenza» con i suoi giudizi espressi sul valore meritevole della pellicola, ha trovato necessario prendere le distanze, mentre Galimberti, che lavorava da anni con il ministero ha sentito «in questa fase una sorta di incompatibilità ambientale legata a vari fattori, nell’approccio alle procedure, nell’analisi e nella valutazione degli elementi dei progetti».

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