Parla di «festini con le escort» e assicura che Nicole Minetti «non ha mai cambiato vita, ha continuato a fare quello per cui era stata condannata in Italia, il favoreggiamento della prostituzione». A gettare nuove ombre sull’ex consigliera lombarda è una massaggiatrice che ha lavorato per 20 anni nella tenuta di Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti, in Uruguay. In un’intervista al “Fatto Quotidiano”, Mabel De Los Santos Torres si dice «testimone» delle serate e spiega di aver visto passare nella tenuta “Gin Tonic” modelle, imprenditori, politici e ragazze - anche minorenni - arrivate da Brasile, Argentina, Italia e Uruguay. È pronta a testimoniare ai pm milanesi, purché protetta perché ha «paura». E la Procura generale di Milano valuta se ascoltarla all’estero. I magistrati hanno il nulla osta dal ministero della Giustizia per interrogare lei o altri dipendenti nelle nuove verifiche sugli elementi che hanno portato alla grazia per l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, che ha adottato un bimbo in Uruguay e ha ottenuto la clemenza per poterlo sostenere nelle cure mediche.
La smentita
Per Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, legali di Minetti e Cipriani, il Fatto « rilancia a suo modo diffondendo ulteriori notizie che nulla hanno a che vedere con la verità. Ora dopo diverse settimane salta fuori una testimonianza che punta l’indice sullo stile di vita della coppia». e minacciano reazioni legali a «questa violenta campagna mediatica». Mabel racconta al Fatto di aver cominciato a lavorare per Cipriani a 23 anni: «Facevo massaggi anche a casa sua. All’inizio era un ambiente diverso: feste, modelle, gente ricca. Poi, col tempo, tutto è diventato altro. Un sistema. Un posto dove arrivavano continuamente ragazze da Brasile, Argentina, Italia per ricchi imprenditori, politici e ospiti importanti. Prima c’erano le presentazioni, gli imprenditori, il jet set argentino, brasiliano ed europeo. Poi restavano gli “amici di casa”. E lì iniziavano alcool, droga e sesso». E poi: «Giuseppe pretendeva massaggi sempre più intimi. Quando mi rifiutai iniziarono i problemi. Smisero di chiamarmi». Quanto a Minetti, «era lei a scegliere le ragazze. Pensava al loro aspetto, dall’abbigliamento da indossare al parrucchiere. Tutti la temevano. Quando arrivava lei cambiava il clima anche tra le ragazze era di paura». Al figlio badava «la tata uruguaiana».
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