Il fronte.

Netanyahu non ferma i raid in Libano: altri 5 morti 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Nel Libano meridionale continuano a sfrecciare i droni e a fischiare le bombe. Mentre Washington e Teheran cercano l’accordo, Israele non ferma il conflitto con Hezbollah, che intanto resta militarmente attivo vicino al confine nord, e fa ampio ricorso alla forza. Per «difendersi» da una «minaccia» considerata esistenziale, oltre a mantenere l’occupazione in alcune zone del Paese confinante, Israele lancia continui raid e incursioni in distretti libanesi come Tiro, Nabatieh e Sidone. E spesso non vengono risparmiati civili, anche se gli obiettivi annunciati sono sempre militari.

Negli attacchi israeliani delle scorse 24 ore si segnalano almeno cinque morti: oltre al sindaco di Al-Rayhan (Rihan, nel distretto di Jazzine), Ali Badie, si parla di una persona uccisa a Maakarah (Tiro) e di tre in località di Nabatieh. Ma le notizie di missili, ordigni sganciati, case distrutte e raid di droni hanno continuato a susseguirsi sui media locali anche al di là di questi episodi. Segnalati anche diversi feriti, tra cui un soldato libanese, preso di mira dallo stesso drone per ben due volte. L’esercito israeliano ha chiarito di aver attaccato, «nell’ultima giornata», oltre 70 posizioni di Hezbollah, aggiungendo di aver «eliminato sette terroristi» in una settimana.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?