Villasimius.

Nessuna tangente, assolti dopo 8 anni 

Cade l’accusa per Barracciu, capo dell’ufficio tecnico, e l’imprenditore Cucca 

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«Assolti perché il fatto non sussiste». Si è chiuso con il proscioglimento pieno di tutti gli imputati il processo nato dall’inchiesta della Procura su un presunto giro di mazzette a beneficio dell’imprenditore Mauro Cucca e di Giovanni Barracciu, capo dell’ufficio tecnico del Comune di Villasimius, per ottenere il via libera a un progetto - già autorizzato - che prevedeva la corsia a mare di un albergo. Nell’estate di otto anni fa l’indagine era deflagrata con l’arresto cautelare ai domiciliari di Cucca, accusato di aver chiesto del denaro al direttore dell’hotel Capo Boi per velocizzare una pratica ferma in Comune.

La sentenza

Ieri mattina è stata letta la sentenza dal collegio della Seconda sezione penale del Tribunale, presieduto dal giudice Giorgio Cannas. La decisione: il reato non sussiste né per Cucca né per Barracciu. Sono stati prosciolti con la formula più ampia anche la dipendente comunale Valentina Escana e Pierluigi Casu, comandante della Polizia locale accusato di aver trovato una cimice nel 2016, cercando poi di capire chi l’avesse piazzata.

L’inchiesta

Al centro delle indagini era finito l’imprenditore del settore nautico e responsabile della società “Servizi Nautici srl”, Mauro Cucca, accusato di aver chiesto una mazzetta ai vertici dell’hotel Capo Boi per velocizzare la pratica relativa a una corsia di accesso a mare. La tangente - secondo le indagini condotte dal Nucleo investigativo della Forestale - sarebbe stata rifiutata da Antonio Delpin, general manager della società Falkensteiner Capo Boi, che gestiva l’hotel, all’epoca di proprietà dei coniugi Alisa e Giorgio Mazzella (estranei ai fatti), i quali avevano presentato e ottenuto la concessione per l’accesso a mare nel maggio 2016. Nonostante ciò, la realizzazione della corsia aveva incontrato alcuni intoppi.

Le richieste dell’accusa

Al termine del dibattimento il pm Andrea Vacca, titolare del fascicolo, aveva chiesto 4 anni e mezzo di reclusione per Cucca e Barracciu, ritenendo provato che entrambi avessero messo a segno una tentata concussione. Il pm aveva inoltre sostenuto la prescrizione degli altri reati ipotizzati — falso, favoreggiamento e rivelazione di segreti d’ufficio — nei confronti della dipendente Escana e del comandante della Polizia locale, Casu.

Il commento

Soddisfazione è stata espressa dai difensori Benedetto Ballero, Maurizio Scarparo, Antonio Incerpi, Maurizio Piras, Stefano Porcu e Aldo Luchi. «La lunga istruttoria dibattimentale – si legge in una nota congiunta – ha consentito di accertare la piena correttezza dell’operato di tutti gli imputati. Nel corso del giudizio è stato escluso qualsiasi favoritismo o vantaggio indebito, così come ogni violazione dei principi di imparzialità e trasparenza dell’azione pubblica. Parimenti, è stata esclusa qualsiasi condotta lesiva nei confronti dei soggetti richiedenti le autorizzazioni, così come l’esistenza di qualunque danno a loro carico. La decisione del Tribunale conferma pertanto l’insussistenza dei reati contestati, definitivamente esclusi all’esito del dibattimento, restituendo serenità e dignità a tutte le persone coinvolte».

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