Carbonia-Iglesias.

«Nessuna prova contro il tabaccaio» 

La difesa chiede l’assoluzione di Casula per il duplice delitto del 2007 

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Il terzo processo d’appello non avrebbe fornito elementi aggiuntivi che possano portare alla condanna, per questa ragione la difesa di Gianfranco Casula ha insistito sull’assoluzione del tabaccaio, accusato di aver ucciso William Tani, 33 anni di Iglesias, e Giuliano Milanovic, 24 di Carbonia, i due giovani scomparsi nel nulla l’11 febbraio 2007 e mai più ritrovati. Ieri mattina, davanti alla Corte d’assise d’appello di Cagliari si è celebrata l’ultima udienza del nuovo processo che si sta celebrando a carico del 49enne, originario di Desulo, ma trapiantato prima a Carbonia e poi definitivamente in Germania.

Le difese

Dopo la requisitoria del pubblico ministero Danilo Tronci, applicato per l’occasione in Procura Generale, che ha chiesto nuovamente la condanna per duplice omicidio volontario a 18 anni e 8 mesi, ieri mattina la parola è passata ai difensori Marco e Gianluca Aste. I due avvocati hanno chiesto l’assoluzione del proprio assistito, con conferma delle due precedenti sentenze già emesse dalla Corte d’Assise d’appello e annullate dalla Cassazione. Per i legali, in particolare, il quadro probatorio – nonostante tutti i processi celebrati – sarebbe sempre inidoneo a fondare un giudizio di colpevolezza, poiché «non si sarebbe in alcun modo superata la soglia dell’oltre il ragionevole dubbio, principio cardine del sistema penale». Punto centrale dell’intervento dei difensori ha riguardato l’esame e il possibile superamento delle criticità rilevate dalla Suprema Corte rispetto all’ultima sentenza annullata. La Corte ha poi rinviato il processo all’8 maggio per le repliche e la decisione.

Terzo appello

Davanti alla Corte d’assise d’appello presieduta dal giudice Giovanni Lavena (a latere il collega Andrea Mereu), ieri mattina si è dunque chiusa la discussione del terzo processo di secondo grado al tabaccaio, dopo che la Suprema Corte, per la seconda volta, aveva accolto il ricorso del Procuratore generale Luigi Patronaggio e del pm Danilo Tronci, annullando l’assoluzione-bis che aveva fatto cadere ancora una volta le accuse duplice omicidio volontario nei confronti di Casula. In primo grado, il tabaccaio era stato condannato a 14 anni per omicidio preterintenzionale: i giudici avevano ipotizzato che, assieme ad altre persone non identificate, l’imputato avesse picchiato sino alla morte i due giovani per una questione legata ad un debito. L’appello, davanti alla Corte presieduta dal giudice Massimo Poddighe, aveva poi ribaltato nel 2022 quella decisione, assolvendo il 49enne per non aver commesso il fatto. Sentenza poi annullata dalla Cassazione. Tornati in appello, la Corte presieduta dalla giudice Tiziana Marogna aveva nuovamente assolto e, di recente, la Suprema Corte ha annullato ancora una volta. Le parti civili sono assistite dagli avvocati Marco Bacchis, Alessandro Corrias e Alessandra Ferrara. Salvo colpi di scena l’8 maggio ci sarà la sentenza.

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