Non c’era alcun vincolo paesaggistico che giustificasse l’allontanamento dei fiorai dall’area antistante il cimitero di Iglesias: il Consiglio di Stato ha dato ragione al fioraio Marco Migaleddu che, dopo aver lottato invano per non spostare la bancarella dove aveva lavorato per più di quarant’anni, aveva presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
La battaglia
I fatti risalgono all’ottobre del 2022, quando il Comune modificò le regole relative all’autorizzazione all’utilizzo di suolo pubblico per l’esercizio del commercio di fiori recisi. Per motivi di vincoli paesaggistici, così fu motivata la scelta, i fiorai ambulanti furono allontanati dal parco delle Rimembranze e le bancarelle furono collocate temporaneamente in uno spiazzo in via dei Cappuccini nell’attesa dell’ultimazione dei lavori nel nuovo ingresso del cimitero. L’idea dell’amministrazione comunale era (ed è ancora oggi visto che il trasferimento ancora non c’è stato) quella di adibire a sede dei fiorai proprio il nuovo ingresso del cimitero. Ma i nuovi spazi temporanei concessi vennero considerati del tutto inappropriati: «Operiamo in mezzo al fango - aveva dichiarato Migaleddu in uno degli articoli pubblicati da L’Unione Sarda – con la minaccia d’essere sanzionati qualora parcheggiassimo all’interno della piazza o lungo la strada».
Vie legali
Il fioraio si era da subito detto deciso a non arrendersi: era certo che quel vincolo che aveva motivato lo spostamento non esistesse e, dopo aver tentato in tutti modi di far valere le proprie ragioni, ha affidato all’avvocato Roberto Murgia il compito di presentare un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. «Il primo passo, nostro e successivamente di coloro che hanno ricevuto il ricorso – spiega il legale – è stato quello di chiarire bene se le aree in questione fossero vincolate ai sensi del Codice dei beni culturali, con la conseguenza che esistesse una fascia interdetta». In realtà, però, non c’era nulla – e anche il Comune ha poi dovuto ammetterlo – di interdetto». Successivamente il vincolo è stato inserito ma non poteva essere retroattivo: «Ora il mio cliente non potrà tornare alla vecchia postazione – conclude l’avvocato – ma valuterà se procedere alla richiesta di un risarcimento dei danni che ha subito da quando ha dovuto cambiare sede in uno spazio senza servizi». In Comune la notizia è arrivata ieri: «Prendiamo atto della decisione del Consiglio di Stato – dice l’assessore alle Attività produttive Daniele Reginali – e posso promettere ai fiorai che presto avranno lo spazio attrezzato».
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