L’emergenza.

Nell’Oristanese aumentano i contagi 

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La Febbre del Nilo dilaga nell’Oristanese. Nel giro di poche ore sono stati registrati altri due contagi, salgono così a sei i casi accertati in questa estate sempre più tropicale. E adesso in tutta la provincia cresce la preoccupazione per la diffusione del virus, trasmesso dalle zanzare e per la gestione di una situazione che da queste parti ormai è di piena emergenza. Nonostante gli appelli della Asl alla prevenzione e le misure messe in campo dalla Provincia, si profila un’escalation di casi complice certamente il cambiamento climatico con le temperature estreme dell’ultimo periodo.

Il quadro

Il quinto caso è stato accertato quando una persona di 50 anni si è presentata al Pronto soccorso del San Martino di Oristano con febbre alta e mal di testa. Sintomi che hanno fatto pensare subito alla Febbre del Nilo, i test di laboratorio hanno poi confermato i sospetti iniziali dei medici. Il paziente, dopo le prime cure, è stato dimesso. Subito dopo la West Nile è stata diagnosticata a un pensionato di 78 anni che al momento è ricoverato nell’ospedale oristanese, sotto stretto controllo dei medici. Due giorni fa intanto è stato dimesso il 65enne di Santa Giusta mentre è sempre ricoverata in condizioni critiche l’anziana di 85 anni di Oristano contagiata nei giorni scorsi. Una settimana fa si è avuto purtroppo anche il primo decesso in Sardegna (e in Italia): una oristanese di 90 anni è morta a causa del virus trasmesso dalla zanzara “Culex pipiens” (quella comune).

La paura

Casi così ravvicinati sono il chiaro segnale della situazione di crisi che si vive nell’Oristanese ma anche in varie regioni d’Italia e in Europa. I cambiamenti climatici con ondate di calore e tassi di umidità così elevati insieme alla presenza di zone umide creano le condizioni ideali per la proliferazione delle zanzare. Tanto più che le temperature estreme di queste ultime settimane accelerano il ciclo vitale degli insetti con il risultato che debellarli sta diventando un’impresa nonostante gli interventi messi in campo dalla Provincia di Oristano. Come hanno ricordato il presidente Paolo Pireddu e il consigliere delegato all’Ambiente Andrea Grussu «noi stiamo attuando tutte le misure possibili». Sono stati impiegati i droni per interventi di disinfestazione nelle zone difficilmente raggiungibili, potenziato l’organico e investite maggiori risorse per la lotta alle zanzare. Oltre alla consegna di 40mila kit antilarvali alle famiglie e ora le misure di sostegno alle attività. «sembra una lotta impari» ripetono. Gli esperti come l’entomologo Roberto Pantaleoni sottolineano la necessità di monitorare anche gli uccelli come cornacchie, gabbiani e piccioni: sono loro i serbatoi del virus che infettano le zanzare quando vengono punti. Gli insetti a loro volta possono contagiare il virus all’uomo e al cavallo.

I consigli

Quest’anno inoltre il virus ha colpito in netto anticipo rispetto al passato: il primo caso è stato riscontrato a metà maggio, mentre negli anni scorsi il periodo più critico era agosto e settembre. Una situazione che fa temere un’escalation di casi come ha sottolineato la Asl 5 che raccomanda massima attenzione: «Importante proteggersi con spray repellenti per evitare le punture di zanzara, sistemare zanzariere alle finestre. Prevenzione soprattutto per le persone più fragili e gli anziani» sottolinea la direttrice del Dipartimento di prevenzione, Maria Valentina Marras.

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