Tre Canadair, ma tutti a Olbia, «per ragioni di funzionalità». Un bilanciamento geografico, tra Sardegna e resto d’Italia, voluto dal Dipartimento nazionale della Protezione civile. Definito anche l’impiego della flotta regionale, con dodici elicotteri. Due quelli militari. Parte male l’impiego dei volontari. E non per colpa loro: sino a quando non iniziano il corso su sicurezza e salute non possono entrare in azione. Stretta sugli accessi al mare.
La scelta
L’Isola ha i suoi Canadair anche per la stagione 2026 di una campagna antincendio iniziata il 1° giugno e che si concluderà il 31 ottobre. I mezzi che valgono il top di gamma nella lotta ai roghi saranno di stanza solo a Olbia, «in virtù della sua posizione strategica, prossima alla Penisola». Dice Walter Cabasino, sindaco di Pula: «Non discutiamo sulla valutazioni di natura tecnica, logistica ed economica, anche se avere vicino un Canadair è garanzia di maggiore tranquilla. Il nostro Comune, in ogni caso, resta una base della flotta regionale». È già operativa, come quelle di Fenosu e Villasalto.
Accordo Stato-Regione
Tutti i mezzi aerei saranno dislocati a scaglioni. A Olbia i Canadair arrivano dal 15 giugno. Il Sud dell’Isola sono assegnati come compensazione due elicotteri pesanti Aw139, uno dell’Esercito, l’altro dell'Aeronautica; uno va a Decimomannu, l’altro a Elmas. Questa la flotta sarda, concordata con Roma dall’assessora all’Ambiente, Rosanna Laconi, che ha la delega alla Protezione civile: nove elicotteri leggeri, con capacità media di carico pari a 900 litri d'acqua, più un Ab412 da 1.200. Due i Super Puma da 4.000 litri: uno andrà ancora a Fenosu, vista la baricentricità sarda.
Nuove prescrizioni
Da quest’anno, regole più severe per le strutture ricettive e i parcheggi nelle spiagge, dopo la strage sfiorata l’estate scorsa a Punta Molentis: obbligatorie «le fasce parafuoco in base all'altezza della vegetazione e almeno due accessi su fronti contrapposti per garantire vie di fuga alternative». Se queste soluzioni non sono possibili andranno «concordate misure compensative».
Il pasticcio
Falsa partenza, invece, per i volontari della Protezione civile sarda, fermati ai blocchi di partenza. C’entra il decreto legge 159 di ottobre 2025, convertito il 29 dicembre: obbliga al corso base di sicurezza e salute. In Sardegna lo stanno ultimando in 330 sui 2.500 volontari. In novecento si sono già iscritti ma possono prendere parte alle operazioni di spegnimento dopo aver frequentato le prime quattro ore sulle sedici previste. Saranno tutti in regola entro la fine di giugno, è la previsione in Regione. In questi giorni di emergenza sterpaglie, uomini e mezzi della Protezione civile, pur avendo competenza primaria di intervento, sono rimasti fermi nei centri operativi.
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