Il caldo estremo non mette alla prova soltanto la rete elettrica, ma anche chi ogni giorno è chiamato a garantirne il funzionamento. A richiamare l’attenzione sulle condizioni operative dei dipendenti Enel sono i sindacati di categoria, che denunciano una situazione diventata sempre più complessa: cabine elettriche con temperature che possono superare i 70 gradi, turni prolungati per garantire il ripristino del servizio e organici giudicati insufficienti. «Se il sistema continua a funzionare – spiega Fabrizio Deidda, responsabile del settore elettrico di Filctem Cgil – è soprattutto grazie ai lavoratori, impegnati straordinariamente nel garantire il miglior servizio possibile alle comunità con grande senso di responsabilità». Ma non basta, secondo Deidda, il nodo riguarda anche gli organici: «Il personale è sottodimensionato: servono nuove assunzioni e un modello organizzativo che metta al centro il benessere dei lavoratori».
Sulla stessa linea Franco Peana, segretario regionale Ugl Chimici ed Energia: «Il personale lavora anche 20 ore consecutive per riparare impianti che richiederebbero maggiore manutenzione e investimenti a monte». Un lavoro reso ancora più difficile dalle condizioni ambientali: intervenire su cabine surriscaldate, individuare i guasti e ripristinare il servizio richiede tempi rapidi, ma anche attenzione e sicurezza. «Il personale operativo e tecnico non può sostenere questi ritmi – sottolineano i sindacati – soprattutto in una fase in cui il caldo estremo aumenta la pressione sulla rete e il numero degli interventi».
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