Legge di bilancio

Nella manovra la lite sulla giustizia: stretta sugli aumenti per le toghe 

Aiuti alle imprese per 6,3 miliardi ma vincolati a investimenti green 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

L'inchiostro delle sentenze è ancora fresco, il conto degli arretrati da quasi un miliardo resta sul tavolo. Ma nella manovra si scrive già una nuova pagina del delicato rapporto tra Palazzo Chigi e le toghe. Al centro, ancora una volta, gli stipendi dei magistrati: dopo le pronunce del Tar e del Consiglio di Stato che hanno bocciato i precedenti criteri di calcolo, il governo riscrive il meccanismo degli aumenti futuri. Dall'Anm arriva un primo monito: la tutela delle retribuzioni, avverte il presidente Giuseppe Tango, «è condizione per la salvaguardia dell'indipendenza della giurisdizione».

A rimettere mano agli stipendi delle toghe è l'articolo 67, con due correttivi al meccanismo degli scatti automatici. Dal 2027 l'Istat dovrà rivedere il calcolo degli adeguamenti per magistrati, avvocati e procuratori dello Stato - le cui retribuzioni, fuori dalla normale contrattazione, seguono gli aumenti riconosciuti agli altri dipendenti pubblici - introducendo una media ponderata che tenga conto del numero dei lavoratori di ciascuna categoria. Sono poi tagliati fuori dal conteggio gli arretrati per i rinnovi tardivi dei contratti. Sul passato, però, pesano ancora i 970 milioni di arretrati per cui Giorgia Meloni, poche settimane fa, aveva annunciato l'intenzione di non firmare un decreto ad hoc, lasciando ai giudici amministrativi l'eventuale nomina di un commissario. E scatenando l'ira dell'Anm.

Le altre norme

Bisogna spingersi fino al titolo V, tra le norme sull'energia, per scoprire l'altra faccia della flessibilità strappata a Bruxelles. Arrivano aiuti alle imprese da 6,03 miliardi tra il 2027 e il 2030, di cui 2,5 destinati alle aziende energivore e 3,53 alle Pmi non energivore. Risorse che portano però con sé vincoli: le aziende dovranno destinare a investimenti per ridurre consumi ed emissioni una somma «almeno pari al 100%» dell'aiuto ricevuto, puntando su rinnovabili, efficienza energetica, sistemi di accumulo ed elettrificazione dei processi produttivi. A vigilare sarà il Gse. E tra le coperture spuntano 2,6 miliardi dalla componente Asos delle bollette elettriche - quella che finanzia le rinnovabili - nel biennio 2029-2030.

Il conto della finanziaria continua tuttavia a far discutere soprattutto le banche, con il malumore che raggiunge anche gli istituti più piccoli. Resta anche il nodo della deducibilità Irap, su cui il settore spera in correttivi parlamentari. Matteo Salvini, però, non arretra: «È giusto - ribadisce - che tutti facciano fino in fondo la propria parte». La parola passa ora alle aule parlamentari, dove la maggioranza dovrà trovare una sintesi. Il vicepremier Antonio Tajani incontrerà in settimana la leader della Cisl, Daniela Fumarola, per discutere gli emendamenti del sindacato, mentre sulla scuola si alza anche la voce della Uil, sul piede di guerra per il taglio di quasi 7mila posti tra docenti e personale Ata. Le opposizioni affilano le armi: è la «manovra di Halloween», ironizza Giuseppe Conte, mentre Angelo Bonelli bolla il testo come una «rapina sociale».

Rischio sismico

Puntando il dito anche sulle «norme nascoste». Come quella del rischio sismico: i fondi per mettere in sicurezza gli edifici pubblici si dimezzano nel 2027 e nel 2028, da 60 a 30 milioni l'anno, spostandoli al biennio successivo. Da più parti - a partire dal Pd - si critica anche la stretta sulle pensioni; nel testo spunta anche la conferma del bonus Giorgetti, che premia chi rinvia l'uscita dal lavoro.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?