Varcare la soglia dell’Accademia Pugilistica Sardegna è sempre una grande emozione per gli appassionati di boxe e non solo. Perché quella di via Mandrolisai, al confine tra San Michele e Is Mirrionis, non è solo una palestra.
È il tempio della boxe isolana, il luogo dove sono nati e cresciuti quasi tutti i più grandi campioni sardi. Pugili leggendari capaci di imporsi a livello europeo e mondiale, diventati attraverso le loro gesta eroi popolari. Una palestra vecchia scuola, che fa tornare alla mente quella di Mickey, l’indimenticabile allenatore dello Stallone italiano nel celebre film Rocky del ‘76, vincitore di tre premi Oscar.
Il tempio della boxe
Il ring è il cuore pulsante, gli specchi sono dappertutto e riflettono l’area sacchi e la zona riscaldamento con i tappeti gommati, gli attrezzi e i guantoni impilati pronti da indossare. Tutt’attorno le pareti trasudano momenti di gloria: sono tappezzate di articoli, foto di premiazioni e incontri leggendari, quadretti e gigantografie dei campioni che hanno fatto la storia. Spicca uno scatto del ‘71 che ritrae il compianto Tonino Puddu, uno dei più grandi, insieme a Gigi Riva, mentre un altro scatto del ‘69 mostra il vicepresidente dell’Accademia, Franco Udella, leggenda vivente della boxe, a New York che scherza con Jack Dempsey, ex campione mondiale dei pesi massimi.
La storia
Fondata il 26 giugno 1950 in via Barone Rossi, nel 1985 l’Aps si trasferì in via Mandrolisai, dove ancora oggi si lavora sodo per tenere alto il nome della nobile arte. A San Michele la storica palestra è infatti considerata un’istituzione, un fiore all’occhiello, una scuola di sport e di vita, un punto di riferimento e un’occasione di riscatto per tanti giovani del quartiere.Un’unica grande famiglia.
Paolo Carta, 63 anni, maestro e organizzatore di incontri, è il responsabile tecnico da un quarto di secolo. Uomo simbolo e anima dell’Aps, rappresenta anche una figura chiave nel panorama pugilistico isolano. L’indimenticabile telecronista Franco Ligas, voce storica del pugilato nazionale, lo chiamava il “Cervellone” per la sua straordinaria competenza e si rivolgeva a lui quando aveva dubbi su qualche incontro. Dipendente dell’altrettanto storica officina “Albino Cocco”, Carta - che a San Michele risiede da sempre - ha due figli che hanno orgogliosamente seguito le sue orme e che lo aiutano: Alessandra, 41 anni, tecnico sportivo, e Maurizio, 35 anni, aspirante tecnico ed ex arbitro.
Iscrizioni in forte aumento
«Il pugilato in Sardegna è in crescita grazie all’impegno e al lavoro di tutte le società, noi abbiamo 150 iscritti tra amatori e agonisti e non mancano le ragazze, che sono una ventina», spiega soddisfatto il maestro Carta, «i ragazzi si presentano accompagnati dai genitori con il sogno di imparare a boxare e riuscire, un giorno, ad emulare le gesta dei campioni. Non esiste un’età precisa per iniziare, io suggerisco 7 anni ma la boxe è uno sport per tutti e per ogni età, abbiamo anche persone che iniziano a 50 anni, persino avvocati penalisti. Molti sono interessati solo alla preparazione fisica, che è impegnativa. Il pugilato, infatti, è sacrificio, duro lavoro, ma aiuta a crescere e a migliorarsi. Da noi tutti sono i benvenuti, tutti sono uguali. Non esiste essere forti con i deboli, al contrario qui si tende la mano ai deboli per renderli forti».
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