I sindaci aprono alla proposta di adozione dell’articolo 3 dello Statuto nei piani urbanistici comunali

«Nei Puc le barriere contro l’assalto» 

Anci e Cal: percorso da approfondire. Villasimius studia come inserire subito le nuove norme 

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La mobilitazione dei sindaci è in rampa di lancio. Tutto nasce dalla proposta dell’ex presidente della Regione e parlamentare Mauro Pili che, venerdì scorso, durante un convegno a Cagliari, ha tracciato i due punti per scongiurare l’attacco delle multinazionali di eolico e agrifotovoltaico alla Sardegna. Da un lato, Pili ha chiesto ai Comuni di adottare nei Puc l’articolo 3 lettera f dello Statuto sardo, per sublimare l’esclusività in materia urbanistica della Sardegna, ma anche il regolamento europeo sul ripristino della natura. Dall’altro – come ha suggerito l’ex parlamentare –, la Regione dovrebbe subito impugnare la legge aree idonee del Governo e, solo dopo aver sgombrato il campo da una norma nazionale più che restrittiva, approvare la Pratobello24.

Le associazioni

La proposta è già sul tavolo delle principali associazioni degli enti locali. L’Anci, in rappresentanza dei Comuni sardi, per voce della presidente Daniela Falconi, prima cittadina di Fonni, riferisce di un approfondimento di questo percorso che, tuttavia, «deve essere studiato a fondo perché presenta alcuni aspetti tecnici che necessitano di un’analisi prima di essere inseriti all’interno di una programmazione urbanistica». Comunque, «ci saranno incontri con i sindaci per capire meglio come agire, con l’obiettivo di fermare l’assalto all’Isola, tenendo presente anche che sono pochi i Comuni che hanno adeguato il Puc al Ppr». Per il presidente del Consiglio delle Autonomie locali (Cal), Ignazio Locci, «l’unica perplessità», dice Locci, «è che stiamo parlando di atti di pianificazione generale che si richiamano a una cornice normativa sovraordinata. Ma valuteremo la proposta, che arriva da un ex amministratore di esperienza, con il coinvolgimento dei Comuni».

Al mare

La parola quindi passa ai sindaci. Quello di Villasimius, Luca Dessì, proprio oggi alle 10.30 incontrerà lo staff incaricato della redazione del Puc per capire come inserire la proposta: «I Comuni devono riunirsi per fare qualcosa, magari sotto l’egida delle associazioni degli enti locali», argomenta Dessì. «Posto che il Governo avrebbe dovuto essere più magnanimo nei confronti della Sardegna, viviamo in una terra che non ha aree idonee per natura. Qui non è una questione di on shore e off shore: non possiamo privarci del nostro ambiente e del nostro mare, né ora né mai, in nome di una transizione energetica che nasconde business a esclusivo vantaggio di pochi e oneri solo a svantaggio delle comunità locali e dei cittadini».

La Reggia

Possibilista anche Michele Zucca, sindaco di Barumini, Comune che custodisce la reggia nuragica di Su Nuraxi, scoperta dagli studi dell’accademico dei lincei Giovanni Lilliu: «Premettendo che non conosco nei dettagli la proposta», tiene a precisare Zucca, «le abbiamo tentate tutte e proveremo anche questa, se ci saranno le condizioni normative idonee per farlo».

Piccoli centri

Custode di monumenti archeologici protetti dall’Unesco – come nel caso di S’Incantu – è Putifigari. La sindaca Antonella Contini fa una richiesta all’Anci: «Si sobbarchi la formazione degli amministratori, perché una modifica del Puc sulla base di aspetti così tecnici necessita di conoscenze, soprattutto in un momento normativo in continua mutazione. Purtroppo le multinazionali si insinuano in questa crepa: dopo che il Mase dice no a un progetto, un’altra legge consente che possa essere ripresentato». E ancora: «I Comuni, soprattutto quelli più piccoli, spesso hanno un solo tecnico per l’esame dei progetti», è la chiosa di Contini: «Chiediamo alla Regione, attraverso l’Anci, una cabina di regia unica e chiara che permetta di presentare al Mase le osservazioni normative più fedeli al quadro in essere».

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