Basket.

Nba, Knicks ko sotto gli occhi di Donald Trump 

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New York. I Knicks steccano in gara3 delle Finals Nba al Madison Square Garden di New York, di fronte al pubblico amico, e permettono ai San Antonio Spurs, dopo le due sconfitte di fila, di accorciare sull'1-2. Non è bastata la presenza del presidente Donald Trump, tifoso dei Knicks, fischiato quando è stato inquadrato al momento dell'esecuzione dell'inno americano: i padroni di casa sono stati sconfitti per 115-111 dopo una gara molto tirata e a lungo in equilibrio. I Knicks, che hanno interrotto la loro serie positiva di 13 vittorie di fila ai playoff, sono stati piegati di fatto dal francese Victor Wembanyama che ha guidato gli Spurs con segnando 32 punti (più 8 rimbalzi e 6 assist), mentre Stephon Castle ne ha realizzati 23. Jalen Brunson ha trascinato i Knicks con 32 punti e OG Anunoby ne ha messi a referto 28. Gli Spurs, sotto di 7 punti all'intervallo, hanno saputo reagire, annullando subito lo svantaggio e rispondendo a ogni tentativo di rimonta dei Knicks. A 22 anni e 158 giorni, “Wemby” è il terzo giocatore più giovane nella storia delle Finals a realizzare una partita da 30 punti. Solo Alvan Adams (21 anni e 316 giorni) e Magic Johnson (20 anni e 276 giorni) ci sono riusciti in età inferiore. Stanotte alle 2.30 è in programma gara4.

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