Astori nel cuore, Su Siccu per passeggiare, Pisacane da supportare, consigliare. Giacomo Murelli, vice allenatore del Cagliari, è un collaboratore tecnico che conosce il calcio come pochi, ha vinto lo scudetto (non da giocatore) e ha vissuto il grande calcio a Milano, sponda rossonera. Con Pisacane grande feeling da subito: «Nel 2010 l’ho avuto a Chievo, c’era stima reciproca, quando mi ha chiesto la disponibilità per Cagliari ho accettato e sono contento, sto vivendo un’esperienza bellissima». Ospite di Fabiano Gaggini, Valentina Caruso e Alberto Masu su Radiolina, si rivela un personaggio clamoroso, con l’eleganza e lo stile della parola mai urlata. «Dopo 23 anni al fianco di Pioli, con cui ho condiviso un lungo pezzo di strada, ho sempre lo stesso ruolo, l’approccio è sempre quello, Cagliari mi stimola a fare sempre di meglio e a imparare», dice, «sono cambiati gli obiettivi ma il calcio è questo». Spesso Pisacane gli poggia il braccio sulla spalla: «Sono un punto di riferimento per lui», sorride, «fisico e tecnico, c’è un rapporto di collaborazione, empatia, solidarietà, è una bella sensazione». Il retroscena: «Quando Pioli è tornato a Firenze mi ha chiamato subito, ma avevo già trovato l’accordo con il Cagliari». Cagliari è come se l’aspettava? «C’è sempre un avversario da battere, la partita, il risultato, è il bello del nostro lavoro».
Pisacane
«Abbiamo un bel rapporto, il mix è vincente, è un allenatore giovane che ha entusiasmo, voglia di fare, è già “navigato”, pronto per ogni situazione»». Un passato comune: «Siamo stati due difensori non aitanti fisicamente ma rapidi, cercavamo di impedire all’avversario di fare le giocate». Murelli l’anti Maradona: «Ad Avellino avevo questa fama, sono andato benissimo nella marcatura nei primi quattro match, nell’ultimo era esplosa la sua classe, fu una giornata da incubo».
Il ruolo
«Il mio caso è particolare, perché Pisacane ha un rapporto privilegiato con i giocatori, alcuni sono ex compagni, li conosce e lo conoscono, i ragazzi con me magari possono sfogarsi di più. Qualche problema l’ho risolto, se riesci a entrare in empatia con i ragazzi è meglio».
Valentina Caruso racconta di quanto il tecnico “telecomandi” i rossoblù, mimando anche i gesti, e del “contatto” con il suo vice: «Quando mi abbraccia parliamo di cambi, di situazioni, nessun segreto».
Il ricordo
«Ho postato una foto di Davide Astori, il 4 marzo per me è il giorno del ricordo, col gruppo squadra della Fiorentina ci sentiamo, ci basta un semplice cuore. Era un grandissimo uomo, di quel giorno mi ricordo tutto. Sono tornato a Udine nello stesso hotel col Cagliari, mi è tornato in mente tutto. Astori era un uomo leale».
La squadra e la città
«Cosa hanno in comune il primo Pioli e Pisacane? Fabio è già un po’ più avanti, è a un livello leggermente superiore». La squadra: «Mi stupiscono tutti, soprattutto i giovani. Di Palestra conoscevamo le qualità, dal momento che si è presentato abbiamo capito che sarebbe stato importante».
Il Como: «Partita tosta, il Como è una delle più temibili, cercheremo di mettere in atto la nostre strategie. Torna Mina, speriamo ripeta la prestazione dell’andata. La sorpresa maggiore? Liteta, sarà utile anche col Como».
La città: «Adoro la zona di Bonaria, Su Siccu. Ho una passione, il padel, ma non gioco perché ho un acciacco. Soprattutto – conclude – amo stare in famiglia, con la mia nipotina soprattutto. Sono un nonno, sapete?».
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