Tragedia a San Sperate nella giornata di ieri, dove un quarantaduenne di origini bosniache, Rizvan Sulejmanovic, ha perso la vita dopo essere stato schiacciato dal suo furgone. È successo nel primo pomeriggio, intorno alle 15, in via Porrino, nel quartiere di Santa Lucia. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si trovava fuori dalla sua abitazione ed era impegnato nella manutenzione del furgone quando all’improvviso, probabilmente a causa del cedimento del cric utilizzato per sollevare il mezzo, è rimasto schiacciato. L’incidente sarebbe avvenuto sotto gli occhi dei figli, le cui urla avrebbero richiamato i familiari presenti in casa e i vicini, che hanno attivato subito i soccorsi.
I soccorsi inutili
In via Porrino sono intervenuti i volontari del 118 e il mezzo di soccorso avanzato India 18, che, come l’equipe dell’elisoccorso, non hanno potuto far altro che constatare il decesso del giovane padre. L’uomo è infatti deceduto sul colpo a causa della gravità delle ferite riportate. Immediato anche l’intervento dei vigili del fuoco che hanno lavorato per mettere in sicurezza il veicolo. Sul luogo dell’incidente anche i carabinieri per i rilievi, che hanno ricostruito la dinamica dell’evento fatale. La salma, dopo gli accertamenti, è stata trasferita presso l’obitorio. Sotto choc i familiari e i vicini accorsi subito dopo l’incidente.
I vicini addolorati
Una famiglia numerosa, composta dai due giovani genitori e da dieci bambini, che tutti nel vicinato ormai conoscevano e con cui si mantenevano buoni rapporti. I Sulejmanovic erano arrivati a San Sperate circa dieci anni fa, dopo lo sgombero del campo rom in viale Monastir e solo qualche anno fa si erano trasferiti nell’abitazione di via Porrino, a Santa Lucia. «Sono persone tranquille. Tutti qua li conosciamo, soprattutto i bambini che conosciamo fin da quando erano molto piccoli. Siamo sconvolti, una tragedia terribile», hanno raccontato alcuni vicini.
La solidarietà
Nelle ore successive al triste evento un fiume di persone ha invaso la via Porrino e la via Eleonora d’Arborea. Tanti i residenti che si sono avvicinati, e tantissimi i membri della comunità rom che, silenziosamente, arrivati da tutto il circondario si sono stretti alla famiglia per portare la propria vicinanza e il proprio affetto. Il 42enne infatti era molto conosciuto all’interno della comunità e del vecchio campo rom di viale Monastir. «Di fronte alla perdita di una vita umana, l’amministrazione comunale non può che esprimere il proprio cordoglio per quanto accaduto. Tutto il paese si stringe attorno alla famiglia e a tutta la comunità rom di San Sperate», ha dichiarato la vicesindaca Germana Cocco.
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