Il conto alla rovescia è iniziato, con le nuove misure intenzionate a mettere ordine su un settore – quello dei monopattini – già sul piede di guerra. Dopo le modifiche al Codice della strada entrate in vigore il 14 dicembre del 2024 – obbligo del casco esteso anche ai maggiorenni, utilizzo esclusivo nelle strade urbane con velocità massima di 50 chilometri orari, divieto di sosta sui marciapiedi e divieto di utilizzo nelle aree pedonali –, tra un mese e mezzo ci saranno nuove incombenze per i mezzi a due ruote.
Le novità
Dal 16 maggio tutti i monopattini in circolazione dovranno essere dotati di targa e assicurazione. Oltre a rispettare regole precise legate ai freni, luci e frecce, segnalatore acustico, limitatore di velocità e potenza massima. Per gli indisciplinati la linea sembra quella dura: multe dai 100 ai 400 euro per targa illeggibile o assente; peggio ancora se manca l’assicurazione. In questo caso c’è anche il sequestro del mezzo, oltre alla sanzione amministrativa. Tutto messo nero su bianco, nel decreto del direttore generale per la Motorizzazione pubblicato nella Gazzetta Ufficiale a chiusura dell’iter partito con la riforma del Codice della Strada fortemente voluta dal ministro Matteo Salvini.
Le aziende
La bocciatura di Dott, leader europeo delle micromobilità condivisa e attualmente unico gestore dello sharing a Cagliari, è netta: «Non si discute sul tema sicurezza, che come azienda ci ha visto fare importanti investimenti, ma su norme calate dall’alto senza il minimo coinvolgimento delle varie parti», commenta Vittorio Gattari, direttore delle relazioni istituzionali per l’Italia. «Il rischio concreto è che si vada a danneggiare e disincentivare ulteriormente il settore, che tra l’altro presenta un tasso di incidentalità bassissimo e quindi non giustifica in alcun modo la nuova stretta, né si comprende per quali ragioni le stesse norme non siano imposte alle biciclette».
Si aggiunge il malcontento di Assosharing, l’associazione italiana degli operatori di sharing e micromobilità, che attraverso la voce del suo presidente Luigi Licchelli ha chiesto un incontro urgente con il Governo e il ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Posizione chiarissima: «Chiamarla misura di sicurezza è un eufemismo: è una tassa mascherata e i cittadini lo capiscono benissimo. Si tratta di una misura che impatta direttamente sulle abitudini di milioni di cittadini».
La municipale
Cambia sicuramente il punto di vista, ma le perplessità restano, anche per chi dovrà essere chiamato a far rispettare le nuove regole. «Norme condivisibili nel principio, ma purtroppo di difficile attuazione», riflette Marco Cantori, comandante dalla Polizia municipale di Selargius. «Ben vengano regole certe e rigide finalizzate a mettere ordine sull’utilizzo di questi mezzi di trasporto ma non posso fare a meno di notare come la circolazione dei monopattini sia spesso patologica. Troppi utilizzatori non si attengono alle norme già in vigore, come l’utilizzo del casco, e spesso si tratta di minorenni. L’obbligo di targa e assicurazione consente di individuare i responsabili di eventuali infrazioni, il problema è l’oggettiva impossibilità di controllo: è impensabile inseguirli a piedi, così come in macchina». Pierpaolo Marullo, comandante della Municipale di Cagliari, aggiunge: «Parliamo di norme a tutela degli utilizzatori e di terzi che si attendevano da tempo e necessarie per regolare il settore. Il monopattino è uno strumento di facile utilizzo, ma spesso manca la consapevolezza di guidare un mezzo che se utilizzato in condizioni vietate può essere pericoloso. Abbiamo fatto tante sanzioni per il mancato utilizzo del casco o per la presenza di due persone sul mezzo. Si continuerà ad avere una particolare attenzione: la mobilità green se non rispettosa delle regole può portare a gravi conseguenze».
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