Campobasso. Una giornata intera nella casa di Pietracatella alla ricerca di tracce della ricina che sette mesi fa ha ucciso Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita. Il pool di esperti del Robert Koch Institute di Berlino è entrato nell'abitazione alle 10 di ieri mattina e ci è rimasto fino a sera. Prelevati campioni su mobili, abiti e altri oggetti. «Un'attività - dice la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che ha seguito tutte le operazioni - che non darà risultato immediato. I tamponi acquisiti dovranno ora essere processati in Germania». L'inchiesta per duplice omicidio premeditato resta per ora contro ignoti (nel fascicolo sono indagati 5 medici, ma per omicidio colposo). Oltre agli esiti del lavoro svolto dagli esperti in Germania, che stanno analizzando anche i campioni degli organi delle vittime prelevati durante le autopsie, il sangue di Gianni e Alice Di Vita, sorella di Sara, e gli alimenti sequestrati in casa; si attendono anche tutti i dati di telefoni e computer sequestrati ai vari componenti della famiglia.
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