Varese. La lancetta del tachimetro della Jaguar bloccata sui 140 chilometri orari dopo l’impatto mortale. È uno degli elementi al vaglio degli inquirenti nell’inchiesta sulla morte di Pierina Buffon, 69 anni, morta venerdì scorso in uno scontro frontale con l'auto guidata dall'ex compagno Fulvio Ielmini, 73 anni.
L’uomo, ex commerciante di ortofrutta, è accusato di femminicidio e omicidio volontario, aggravato dai futili motivi. Si trova piantonato all'ospedale di Varese, dove è in attesa di un intervento chirurgico alla gamba sinistra, ferita nell’incidente. La svolta nell'inchiesta è arrivata con il deposito della relazione degli agenti della polizia locale di Cassano Magnago, incaricati di ricostruire la dinamica di quello che inizialmente sembrava un drammatico incidente stradale. Gli accertamenti hanno portato a modificare il capo d’imputazione iniziale, da omicidio stradale alle nuove quanto ben più gravi contestazioni. Un passaggio decisivo per il quale è stata fondamentale la ricostruzione della dinamica dell'impatto. Secondo l’ipotesi accusatoria, Ielmini avrebbe utilizzato la propria auto come un'arma, lanciandola fino a 140 chilometri orari e invadendo volutamente la corsia opposta, lungo la quale viaggiava Pierina al volante della sua Dacia. L’urto, violentissimo, non ha lasciato scampo alla donna e avrebbe potuto avere conseguenze fatali anche per lo stesso conducente della Jaguar.
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