INVIATO
Villasor. C’era disordine nell’ingresso di casa, dove sul pavimento una nipote ha trovato il corpo di Antonietta Piras. E il medico legale ha visto anche dei cuscini: un particolare assai poco rassicurante, perché alimenta il sospetto che possano essere stati utilizzati per soffocare l’anziana donna, com’era già accaduto per l’assassinio di una coppia di pensionati in via Ghibli a Cagliari. I contorni del “giallo” ci sono tutti, nell’indagine sulla morte della pensionata di 96 anni trovata cadavere mercoledì sera nella casa di Villasor in cui viveva da sola ormai da 23 anni. Dal 2002 tzia Antonietta, che non aveva figli, era vedova, e malgrado l’età aveva ancora una mente ben salda.
I sospetti
L’ipotesi di una morte violenta, pur leggermente più sfumata dopo l’intera mattinata trascorsa dai Ris dei carabinieri alla ricerca di indizi, resta comunque la pista principale al la quale gli accertamenti tentano di dare una conferma. Oppure una smentita. Per questo il Reparto investigazioni scientifiche di Cagliari agli ordini diretti del comandante, il tenente colonnello Andrea Berti, ha dedicato lunghe ore - ieri dall’alba - all’esame delle prove nell’abitazione in via Sivilleri 27 a Villasor, dove dodici ore prima è stato trovato il corpo della quasi centenaria. E i carabinieri della Compagnia di Sanluri, coordinati personalmente dal tenente colonnello Nadia Gioviale, continuano a raccogliere elementi e testimonianze per “entrare” nella vita di tzia Antonietta.
La perizia necroscopica
Molte risposte, fondamentali, erano attese dall’autopsia commissionata a tempo di record al medico legale Roberto Demontis, in programma ieri mattina. Ma è saltata: il professionista, già mercoledì sera, ha dovuto raggiungere Orani per l’indagine medico forense sull’operaio ucciso davanti a casa propria con alcuni colpi d’arma da fuoco. Dunque, il mistero sulla morte della 96enne di Ussana, che si era trasferita a Villasor perché era il paese di suo marito Faustino Follesa, è destinato a durare ancora: la pista dell’omicidio è tutt’altro che sfumata e le indagini, su impulso del magistrato della Procura cagliaritana, Andrea Chelo, sono tuttora basate sull’ipotesi di omicidio volontario.
Gli accertamenti
Ma chi mai avrebbe potuto volere la morte di una donna di 96 anni? Nell’ipotesi investigativa, se di omicidio si è trattato, l’eventualità più accreditata è un’aggressione a scopo di rapina, e sotto il profilo della sicurezza quella casa in via Sivilleri non offre molte garanzie. Diverse case sul retro della palazzina di tzia Antonietta, dunque dove c’è il suo giardino, sono disabitate: è possibile muoversi senza essere visti e raggiungere lo stabile della vittima dalle “spalle”. Non a caso, gli accertamenti dei Ris hanno riguardato anche la parte esterna di via Sivilleri 27, ma sull’esito di questi esami il riserbo degli investigatori è insuperabile.
Gli indizi
A colpire i carabinieri è stato il disordine in mezzo al quale è stato trovato il corpo di Antonietta Piras, che stride sia con l’assoluto ordine della parte di casa al piano superiore (ma è probabile che non ci andasse da tempo, perché aveva difficoltà anche a salire l’unico gradino all’ingresso del bar di fronte) e non collima con la personalità della pensionata: alle sette del mattino, aveva già spazzato il tratto di strada di fronte al portone. Ogni giorno. Fino a martedì.
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