Due milioni di euro per il recupero conservativo di gran parte del sistema dei ponti del parco Molentargius Saline, una delle più importanti zone umide del Mediterraneo. Un intervento destinato a rafforzare la tutela degli habitat, proteggere i siti di nidificazione per aumentare il successo riproduttivo, migliorare la gestione del delicato sistema idraulico delle acque e, infine, garantire la sicurezza della rete sentieristica per una fruizione sempre più sostenibile dell'area protetta. Nei giorni scorsi è stata sottoscritta la convenzione tra l’assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente e il Parco naturale regionale Molentargius-Saline, che consentirà il trasferimento delle risorse, pari a due milioni di euro, relative a due interventi nell’ambito del bando PR FESR Sardegna 2021-2027 “Tutela, ripristino e uso sostenibile dei siti Natura 2000”.
Il primo intervento prevede la riqualificazione di otto ponti che fanno parte della rete di infrastrutture necessarie alla fruizione e alla manutenzione del Parco. Il secondo riguarda lo sviluppo di una prateria di fanerogame marine, piante acquatiche che svolgono un ruolo fondamentale per l'equilibrio ecologico delle lagune e per la conservazione della biodiversità. Oltre al recupero conservativo dei ponti sono previsti lavori per la realizzazione di schermi per mitigare l’impatto antropico, la creazione di barriere antintrusione ai lati dei ponti e l’integrazione di sistemi innovativi per la fruizione. Completano l’intervento le schermature e recinzioni pensate per impedire l’accesso di persone o la loro visibilità in siti riproduttivi di particolare fragilità. Il secondo intervento prevede almeno quattro campagne di trapianto nelle aree del Bellarosa Maggiore e della Vasca Culatica delle Saline del Poetto, attraverso zolle di Ruppia e Zostera, praterie sommerse tipiche degli habitat lagunari.
«Queste infrastrutture sono indispensabili per consentire ai tecnici di operare in modo efficace nella manutenzione del sistema idraulico, nelle attività di monitoraggio, vigilanza e prevenzione degli incendi», afferma Stefano Secci, presidente del Parco. «Allo stesso tempo rafforziamo un modello di fruizione che coniuga accessibilità per tutti e tutela, garantendo standard sempre più elevati di conservazione degli habitat e di protezione della biodiversità».
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