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Moda, lavoratori sfruttati: due marchi sotto accusa 

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Milano. Disposto il controllo giudiziario d’urgenza per due aziende della moda di lusso, accusate di aver basato la produzione su subappalti irregolari e sfruttamento del lavoro. L’indagine della Procura riguarda Alberto Aspesi&C e Dama spa (legata al brand Paul & Shark), insieme ai rispettivi vertici, e tre imprenditori cinesi titolari di un opificio a Garbagnate Milanese. Secondo gli inquirenti, tra il 2023 e il 2025 la produzione sarebbe avvenuta in condizioni degradanti, con turni fino a 14 ore al giorno, sette giorni su sette, e salari sotto la soglia di povertà.

Le aziende avrebbero consapevolmente adottato un modello produttivo basato sull’abbattimento dei costi, senza adeguati controlli sulle condizioni di lavoro, pur effettuando verifiche sulla qualità dei prodotti. Il laboratorio, più volte ispezionato e persino rinominato, operava senza misure di sicurezza e con spazi adibiti abusivamente a dormitorio. Il sistema avrebbe garantito margini altissimi, fino al 95 per cento.

I magistrati contestano il caporalato diretto: circa 45 lavoratori sarebbero stati impiegati in nero in condizioni di grave sfruttamento. La presenza costante dei rappresentanti aziendali nell’opificio renderebbe difficile escludere una responsabilità consapevole. Spetta ora al giudice la decisione sulla convalida del provvedimento.

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