Più che una vacanza toccata e fuga nel Sud dell’Isola, sono stati quattro giorni da incubo. «Il gestore del bed and breakfast ha minacciato di mandarci via perché nostro figlio è autistico», sostengono Valeria e Massimiliano, coppia romana che ha scelto una casa vacanza di Geremeas per trascorrere qualche giorno al mare. «Nessuna discriminazione, sono stato io vittima di minacce da parte della signora, un episodio molto spiacevole che spero non ricapiti più», replica l’host del b&b.
L’accusa
Il caso ha inizio il 31 luglio con l’arrivo della famiglia nella struttura ricettiva della costa quartese, presa in affitto su Airbnb. Moglie con marito, figlio di 10 anni, suocera e domestica al seguito. Una storia finita nella cronaca nazionale - sul Corriere della Sera - e confermata al telefono dai protagonisti con due versioni opposte. «Mio figlio parla di continuo, sbatte, urla, ha delle crisi, è un bambino speciale con disturbo dello spettro autistico», racconta la donna, «ma questo non giustifica quello che è successo. L’host», dice, «si è alterato per via di una zanzariera, sostenendo che il bambino l’avesse danneggiata. Ho ribadito che avremmo pagato i danni se così fosse stato, ma non è servito visto che poco dopo il gestore della struttura ci ha comunicato di liberare l’appartamento entro le 20. Noi però abbiamo deciso di rimanere, con un bambino autistico e una donna di 80 anni disabile sarebbe stato complicato spostarci e comunque trovare subito una sistemazione da un’altra parte. Abbiamo concluso i quattro giorni di vacanza come previsto e andati via, amareggiati e stressati: non ci era mai capitato che qualcuno ci facesse pesare la disabilità di nostro figlio».
La replica
Molto diversa la versione del gestore della casa vacanza che si affaccia sullo specchio d’acqua di Geremeas. «Tutte bugie, la signora stava delirando», dice. «Il bambino è adorabile, ed è stato accolto come faccio con qualsiasi altro ospite. Quello che è successo è diverso da come lo racconta la mamma: ero in spiaggia e mi sono preoccupato perché il ragazzino era solo sul terrazzo, aggrappato alla zanzariera, e la mamma urlava più di lui. Sono intervenuto per cercare di capire, ma la signora ha praticamente perso la testa e non voleva sentire ragioni. Oltre alle parolacce ha anche detto che mi avrebbe fatto chiudere la struttura: sono stato io vittima di insulti e minacce, ed è per questo che ho chiesto loro di andare via. Non ho agito d’impulso per via della disabilità del figlio, ho solo avuto paura che la situazione degenerasse, fra l’altro davanti agli occhi del ragazzino».
Denuncia ai carabinieri
Momenti di tensione culminati con la denuncia presentata dai genitori del bambino ai carabinieri. «In qualche modo mi difenderò», dice il titolare della casa vacanza, «devo tutelare la mia attività e il nome della struttura che in questi anni non ha mai ricevuto recensioni negative, tanto meno da parte di persone con disabilità che ho sempre accolto senza discriminazioni».
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