Inizierà a novembre il processo a Roma nei confronti di quattro cagliaritani accusati di aver rivolto minacce sui social all’attivista animalista Enrico Rizzi.
La vicenda, come annunciato dallo stesso Rizzi su Facebook, risale a circa un anno e mezzo fa, quando annunciò una manifestazione che si sarebbe svolta a Cagliari in difesa degli animali maltrattati. Da quel momento sarebbe stato vittima di una vera e propria campagna d’odio, con messaggi offensivi e minacce di morte letti da tanti che lo seguono sul social. Tra i messaggi riportati nell’avviso di chiusura indagini che annuncia l’udienza vengono segnalate frasi ingiuriose nelle quali Rizzi veniva minacciato di essere appeso a un albero o dato in pasto ai maiali. L’animalista è stato anche bersagliato da una serie di invettive, arrivando a dirgli che sarebbe stato fatto «saltare in aria». In alcuni casi sarebbero stati inviati anche messaggi vocali e fotografie di armi. «I social network non sono una terra senza regole», scrive l’attivista, «Dietro una tastiera non si può minacciare o intimidire una persona pensando di restare impuniti». In attesa dell’udienza Rizzi ha annunciato che continuerà «a difendere gli animali, come faccio da vent’anni. Le minacce non mi hanno fermato allora e non mi fermeranno oggi. Ci vediamo in tribunale». (fr.pi.)
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