Con l’arrivo di agosto scatta il conto alla rovescia: il 14 c’è l’esordio in Coppa Italia, otto giorni dopo il più atteso, quello in campionato a Parma. Alle spalle (e sulle gambe) tre settimane di preparazione tra Asseminello e Ponte di Legno, insieme al ritmo inizia a salire l’adrenalina. Luglio si è portato via anche la clausola rescissoria da 1,8 milioni per Mina che, nel frattempo, ha rifiutato un’offerta turca allettante, dalla Colombia ha fatto sapere di voler continuare a giocare nel Cagliari e già in settimana, quando la squadra si ritroverà al Crai Sport Center per riprendere gli allenamenti, dovrebbe aggregarsi al gruppo dopo il supplemento di vacanza post Mondiali.
Scelta di vita
Tra i punti fermi del Pisacane Bis c’è sempre Yerry Mina, dunque. Un club turco gli avrebbe dato quasi il doppio dei soldi che guadagna nell’Isola, ma lui ha preferito declinare l’offerta, nonostante la pressione del suo stesso entourage. Una scelta di vita, alla soglia dei 32 anni (li compirà il 23 settembre) legata a diverse componenti, l’ambiente, i compagni, lo stesso clima. Oltre al Cagliari, continua a scegliere Cagliari, dove ha trovato la sua dimensione anche per gestire gli acciacchi al ginocchio che lo tormentano da qualche stagione ormai. Una scelta - se verrà confermata da qui alla fine del mercato - quasi storica per la sua carriera. Il Cagliari potrebbe diventare, infatti, la squadra nella quale ha militato di più dopo Santa Fe ed Everton, almeno per quanto riguarda le partite in campionato. In tutto 70 quelle giocate con il club colombiano, 86 in Premier League, sinora 71 in Serie A con la maglia rossoblù (alle quali vanno aggiunte le 4 con la Fiorentina).
L’esperienza
«Aspettiamo Yerry Mina», ha voluto sottolineare - non a caso - nella conferenza stampa prima della partenza per la Val Camonica l’allenatore Fabio Pisacane, col quale il difensore sudamericano ha avuto da subito un gran feeling. L’ultima - va detto - non è stata una stagione all’altezza delle due precedenti, condizionata per lo più dagli acciacchi. L’esperienza e lo spessore di Mina si sono rivelati, tuttavia, decisivi nei momenti clou per la salvezza. Ha segnato, tra l’altro, il gol decisivo contro il Torino. E andando via diversi giocatori con un bagaglio importante anche dal punto di vista caratteriale (su tutti, il capitano Pavoletti), la sua conferma diventa fondamentale anche all’interno dello spogliatoio tra i tanti giovani che potranno trovare in lui una guida, non solo tecnica.
La quarta sfida
Partecipare al Mondiale negli Usa era il suo ultimo obiettivo internazionale, ed è stata per lui - indubbiamente - una grande soddisfazione anche se ha giocato solo gli ultimi tre minuti della gara con la Svizzera, persa poi ai calci di rigore dalla Colombia, uscita così dalla competizione agli ottavi di finale. Si è già autoricaricato con nuovi stimoli e nuove sfide. E ha già fatto sapere ai dirigenti rossoblù e allo stesso Pisacane di essere pronto a ripartire alla grande con il Cagliari, dove è arrivato a febbraio del 2024 con Claudio Ranieri in panchina e ha già conquistato tre salvezze. Non c’è tre senza quattro. La sfida rossoblù di Yerry Mina continua.
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