Lega

Milano, Salvini  dal gazebo lancia Sardone per il dopo-Sala 

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Rimandato il sogno di fare il sindaco per la sua città («Faccio il ministro, per Milano ci sarà tempo»), Matteo Salvini lancia la candidatura alle amministrative 2027 della vicesegretaria della Lega Silvia Sardone: «Noi non imporremo nessuno. Ma un sindaco che mi piacerebbe si chiama Sardone, conosce e ama Milano», è l’endorsement da un gazebo del Carroccio. Oggi arriveranno i risultati dei due giorni di primarie leghiste, che potrebbero spingere il segretario o la stessa Sardone. Lei si dice «onorata» dalle parole di Salvini, «ma ci vorrebbero le primarie di coalizione. Se le facciamo, e ovviamente il mio partito è d’accordo, io corro. Altrimenti decideranno i leader». Difficile comunque che gli alleati si ritrovino su Sardone.A suo tempo il coordinatore azzurro Alessandro Sorte fu tranchant: «Non è la sardonizzazione del centrodestra che ci fa vincere Milano» E anche FdI, che spinge per il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, ha più volte sottolineato che per Milano ci vogliono toni più moderati: «Legittimo che ogni partito sia fiero dei propri esponenti al punto da vederli potenzialmente papabili, è un sintomo di salute della politica. Detto questo - frena il capogruppo di FdI in Comune Riccardo Truppo - ritengo che il tavolo di coalizione abbia la parola finale».

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